17.01.2008

Manifesto PPD Ticino 2007-2011

Programma di legislatura del Partito Popolare Democratico. Questo non è un catalogo di promesse elettorali. E’ un documento attestante l’operato popolare democratico, presente e futuro.

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Quattro anni fa, lo avevamo intitolato “La terza via per un Ticino migliore”. E questo in alternativa, da una parte, alla via liberista di chi ha ecceduto con gli sgravi e le facilitazioni fiscali e, dall’altra, a quella statalista di chi ha lasciato esplodere la spesa pubblica.
Questa via, tanto quanto venne derisa allora dalle altre forze politiche, durante la campagna delle elezioni cantonali del 2003, altrettanto è stata invece anche da loro seguita, nel corso di tutta la legislatura 2003-2007.

La via mediana popolare democratica si è dimostrata infatti l’unica concretamente praticabile per risolvere tutta una serie di importanti questioni e per uscire dagli impasse e dalle crisi istituzionali di questo difficile quadriennio politico. “Le finanze dello Stato non navigano in buone acque. L’unica via realisticamente percorribile è quella mediana tra il contenimento delle spese e il recupero di entrate”. Ad affermarlo in Gran Consiglio, durante il dibattito sul preventivo 2005, è stato addirittura il presidente del PS Manuele Bertoli che pure inizialmente criticava con asprezza la terza via del PPD. A dimostrazione che un conto sono gli slogan e le promesse elettorali, un altro le soluzioni politiche reali. I fatti ci hanno dunque dato ragione. Si pensi all’unica manovra di risanamento delle finanze pubbliche cantonali in grado di conseguire il consenso unanime del governo, quello qualificato del parlamento e quello maggioritario del popolo.

Proposta dal PPD. Oppure all’unico progetto di fondo, tra i più disparati, che ha saputo ottenere il consenso unanime di tutte le forze politiche per l’utilizzo dei proventi dell’oro della Banca Nazionale, ora in attuazione. Proposto dal PPD. O ancora, al solo reale cantiere di revisione dei compiti dello Stato, avviato di fatto in questi anni nel nostro Cantone: quello delle aggregazioni comunali. Proposto dal PPD. Non è dunque con certe visioni liberiste ma nemmeno con le illusioni stataliste che il nostro Cantone riuscirà a ritrovare il suo equilibrio e la sua crescita. Il Manifesto azzurro ‘07 indica nuovamente la via, dimostratasi concreta e vincente dal 2003 al 2007, come sottolineato dalle altre stesse forze politiche, a riflettori elettorali spenti. Di certo il Ticino non può più permettersi l’instabilità istituzionale di quest’ultimo quadriennio, dovuta agli esperimenti ideologici e conflittuali di tendenze politiche che al bene comune prediligono quello particolare di alcune categorie di cittadini, a destra o a sinistra. Lo hanno dimostrato ampiamente le conseguenze delle due gravi crisi istituzionali che hanno colpito all’inizio della legislatura la direzione politica del DSS e al termine della stessa quella del DFE. Insomma per ridare stabilità istituzionale e dunque progettualità al Cantone occorre investire maggiormente su quella che si è rivelata in effetti “l’unica via realisticamente percorribile”. Essere popolari democratici significa infatti mettere al centro della propria azione politica non le astratte teorie del “più mercato” o quelle del “più Stato” ma le esigenze concrete della persona che vive ogni giorno in famiglia, sul lavoro, in comunità, nell’ambiente. Agli sterili conflitti ideologici altrui, il PPD oppone in effetti una cultura politica ispirata ai valori cristiani, sempre concreti e attuali. Orientata al federalismo, come tale attento alle realtà locali e regionali, in uno spirito di solidarietà e sussidiarietà.

Finalizzata ad un’azione pragmatica e realista, tesa al migliore e maggiore consenso politico possibile e non alla conflittualità e all’instabilità istituzionali. Ecco perché, ad esempio, il PPD sa sostenere meglio e più di altri la famiglia. A destra la si sostiene infatti soltanto con gli sgravi fiscali, demonizzati dalla sinistra. A sinistra, la si sostiene invece con i soli assegni familiari, demonizzati dalla destra. Il PPD la sostiene invece sia con gli sgravi fiscali mirati, sia con gli assegni familiari. Misure come tali complementari e non antitetiche, se si vuole veramente aiutare le famiglie. E altrettanto dicasi per i sussidi ai premi di cassa malati, la cui distribuzione più equa e corretta necessita di un calcolo basato sul reddito disponibile e non su quello imponibile, da effettuare estendendo le procedure di accertamento fiscale anche ai dati sociali dei cittadini, potenzialmente o di fatto beneficiari. Leggendo dunque il Manifesto azzurro ‘07, si prende conoscenza non di illusorie e conflittuali promesse elettorali ma di proposte concrete, attuate o attuabili, partendo dalla persona e dai suoi ambiti esistenziali principali. Forti dei risultati reali ottenuti durante tutto il quadriennio dell’ultima legislatura e sicuri di ottenerne di analoghi nella prossima, ad ogni Ticinese, chiedendo maggiore fiducia, diciamo dunque: FAI CENTRO CON NOI!

 





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