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19.01.2012
Leggi più chiare e uniformi per gli svizzeri all’estero
Accolta dalla Commissione delle Istituzioni politiche l’iniziativa Lombardi
Riunita la scorsa settimana, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha accolto, con 9 voti contro 2, l'iniziativa del senatore ticinese Filippo Lombardi in favore di una legge per gli svizzeri all'estero.
Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici. Si vuole innanzitutto porre le basi per lo sviluppo di una strategia globale della Confederazione in materia di svizzeri all'estero. Si chiede inoltre di assegnare a un Dipartimento la responsabilità della politica riguardante i nostri connazionali all'estero e di definire i loro diritti e doveri in un quadro generale che integri, o eventualmente sostituisca, le disposizioni attualmente figuranti in vari atti normativi. Lombardi ha inoltre espresso l’intenzione di promuovere la rappresentanza dei nostri connazionali all'estero e definire il ruolo del Consiglio e dell'Organizzazione degli Svizzeri all'estero, come anche di garantire l'informazione dei cittadini svizzeri all'estero. Tramite i nostri concittadini residenti al di fuori dei confini nazionali si vuole anche promuovere la presenza internazionale della Svizzera sfruttando in modo coordinato la loro rete.
Tra gli obiettivi dell’iniziativa quello di garantire la presenza internazionale della Svizzera in ambito formativo, in particolare promuovendo le scuole svizzere all'estero. Infine si chiede di favorire la crescente mobilità internazionale dei cittadini svizzeri, in particolare di coloro che decidono di lasciare temporaneamente il nostro Paese a scopo di formazione e sviluppo professionale e di stimolare le relazioni dei nostri concittadini all'estero fra di loro e con la Svizzera.
Come si legge nelle motivazioni alla base dell’iniziativa Lombardi “un chiarimento delle competenze a livello federale è imprescindibile per garantire la coerenza della politica sugli svizzeri all'estero e per evitare la perdita di sinergie. Allo stesso tempo è necessario migliorare il coinvolgimento dei nostri connazionali all'estero - che rappresentano pur sempre un decimo della popolazione svizzera - nei processi politici, soprattutto in termini di rappresentanza. Poiché le possibilità di una rappresentanza diretta in seno alle Camere federali risulta estremamente esigua, occorre definire altre forme di partecipazione e di tutela dei loro interessi.
Grazie al loro operato e alle loro relazioni ed esperienze, gli svizzeri all'estero rendono un prezioso servizio al nostro Paese e contribuiscono alla sua prosperità. In un contesto di crescente globalizzazione, inoltre, la loro mobilità li rende attori e intermediari sul piano economico, culturale e sociale. Per far sì che la Svizzera tragga il maggior beneficio possibile dalle sempre più strette interrelazioni mondiali, è necessario adottare misure atte ad agevolare la mobilità internazionale dei nostri cittadini e a consolidare i rapporti tra i nostri connazionali all'estero e il Paese d'origine”.
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