01.07.2010
La Svizzera: un paese di immigrati ed emigranti
Più di un milione e mezzo di stranieri residenti sul territorio elvetico
1'680'197 erano le persone straniere residenti in Svizzera nel 2009, tra cui 1'066'086 provenienti dall'UE/AELS (Unione Europea/ Associazione Europa di Libero Scambio). Più di un milione e mezzo quindi gli stranieri presenti sul nostro territorio. Una realtà che spesso viene percepita con un certo distacco, e a volte anche mal capita. Le cifre riportate nel Rapporto sulla migrazione 2009, pubblicato nel mese di giugno dall'Ufficio federale della migrazione (UFM), rivelano che la Svizzera ha una percentuale di stranieri tra le più alte d'Europa rispetto al totale della popolazione: oltre il 21%. I dati dimostrano come un lavoratore su quattro ha un passaporto straniero e come la migrazione contribuisce alla crescita della popolazione svizzera più di quanto non faccia nei Paesi d'immigrazione cosiddetti “classici”, come USA, Canada o Australia. In passato la Svizzera ha dato prova di una grande capacità di accoglienza e integrazione. A causa della globalizzazione, la mobilità è diventata più semplice e immediata, accelerando anche i flussi migratori.
Un po' di storia
Come alla fine del XIX secolo, anche oggi la Svizzera ha un importante numero di emigranti. All'epoca i cittadini svizzeri cercavano fortuna altrove, schiacciati dalla disoccupazione e dalla pressione demografica del nostro paese. Oggi invece si contano circa 700'000 svizzeri - che rappresentano un buon 11% della popolazione totale - che vivono all'estero, e che rappresentano la cosiddetta “Quinta Svizzera”. I motivi principali però sono cambiati e all’estero si cerca soprattutto una crescita personale e professionale. Sono 30'000 i cittadini che espatriano ogni anno e oltre 25'000 quelli che invece fanno ritorno in Svizzera. Siamo quindi un popolo dalle forti radici migratorie, anche se a volte tendiamo a dimenticarlo.
Per quanto riguarda il nostro paese, fu solo nel 1890 che si registrò per la prima volta un numero maggiore di immigrati rispetto agli emigrati e nel 1914 le cifre degli stranieri presenti in Svizzera cominciarono a preoccupare dato che si contavano circa 600'000 persone, pari al 15% della popolazione complessiva. Con una politica migratoria restrittiva, gli immigrati calarono fino a raggiungere il minimo storico durante la seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto mondiale, la Svizzera formulò una forte domanda di manodopera straniera e il reclutamento avvenne soprattutto in Italia. In quegli anni si seguiva il “principio della rotazione”, che prevedeva di limitare a pochi anni la permanenza degli stranieri, non rinnovando i contratti di lavoro. Il dibattito accesso sulla presenza di un numero sempre maggiore di stranieri - nel 1970 superarono 1 milione - raggiunse il suo apice con l'iniziativa Schwarzenbach, volta a limitare al 10% la popolazione straniera per ogni Cantone. Rigettata dal popolo con il 54% dei voti contrari, le autorità misero comunque in atto una serie di misure di “contenimento” per limitare l'entrata di manodopera straniera, proveniente soprattutto dalla Jugoslavia, dalla Turchia e dal Portogallo.
Nel 2000 viene sancita l'adesione all'Accordo di libera circolazione delle persone con gli stati dell'UE/AELS, che permette di reclutare lavoratori qualificati e anche meno qualificati provenienti da questi ultimi paesi, mentre le persone di altri Stati devono essere in possesso di una qualifica professionale di alto livello. Al diritto alla libera circolazione delle persone sono correlate le disposizioni concernenti il reciproco riconoscimento dell’equivalenza dei diplomi professionali, il diritto di acquisto di immobili e il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
L’8 febbraio 2009 gli elettori svizzeri hanno approvato il rinnovo dell’Accordo di libera circolazione delle persone e il Protocollo II di estensione dell’Accordo alla Bulgaria e alla Romania, con il 59% dei voti favorevoli.
Le cifre del 2009
Nel rapporto stilato dall'Ufficio federale della Migrazione (UFM) sono presentate le statistiche delle persone straniere presenti sul territorio svizzero. Tra le 1'680'197 persone straniere, la comunità più numerosa è quella italiana, con 298'111 persone (17,7%), seguita da quella tedesca con 250’471 persone (14,4%) e da quella portoghese con 205’255 persone (12,2%). Rispetto all’anno precedente, il maggiore aumento in termini di numero riguarda i cittadini del Kosovo (+27’181), della Germania (+17’119), del Portogallo (+9087), della Francia (+4955) e della Gran Bretagna (+2222). L’aumento dei cittadini kosovari è da ricondursi in primo luogo al fatto che con l’indipendenza del Kosovo molti kosovari residenti in Svizzera hanno riassunto la cittadinanza del loro Paese; di conseguenza è diminuito anche il numero di serbi.
Nel 2009 sono immigrate in Svizzera dai paesi dell'Unione Europea dei 27 e dall'AELS 90'215 persone, di cui circa il 62.7% per motivi di lavoro. Il 63.3% dell'immigrazione ha interessato il settore dei servizi e il 15.6% quello industriale-artigianale. Il 2009 è stato un anno caratterizzato da una diminuzione del numero di permessi di dimora e di lavoro rilasciati. Complessivamente, sono stati concessi 6994 permessi di soggiorno di breve durata (con un calo del 21% rispetto al 2008) e 3530 permessi di dimora (con un calo del 20%).
Come l’anno precedente, il numero di domande approvate dall’UFM si è mantenuto particolarmente elevato nei settori dei servizi informatici (1797 permessi), delle macchine e apparecchiature elettriche (676 permessi) e dell’industria chimico-farmaceutica (604 permessi), nei quali, nonostante la recessione che ha colpito l’economia svizzera nel 2009, è stata riscontrata una forte penuria di personale sia sul mercato svizzero che nei Paesi dell’UE/AELS.
Domande d'asilo
Il 2009 ha segnato un calo del 3.6% delle domande d'asilo in Svizzera, che si traduce in 16'005 persone che hanno quindi intrapreso la procedura d'asilo. Seconda solo all'Italia, la Svizzera è la destinazione tra i paesi europei preferita dai nigeriani. La procedura di asilo attuata dalla Svizzera nei confronti dei cittadini nigeriani è analoga a quella di altri Stati europei: le 1’808 domande d’asilo evase nel 2009 sono state quasi tutte respinte. È stato concesso l’asilo solo in un caso e sei persone sono state accolte temporaneamente. L'Eritrea, lo Sri Lanka, l'Iraq e la Somalia sono i paesi d'origine principali dei richiedenti l'asilo in Svizzera. In Europa invece è l'Afghanistan a collocarsi, con circa 25'000 domande, al primo posto tra i paesi d'origine dei richiedenti l'asilo, delle quali 751 sono state effettuate in Svizzera.
Naturalizzazioni
Diventare svizzeri non è semplice. Non si tratta solo di acquistare la cittadinanza svizzera, si deve dapprima essere accettati quali cittadini di un Comune e di un Cantone. La complessità di questo sistema a tre livelli sfocia in procedure molto lunghe. Sono state 44'948 le persone che nel 2009 hanno ottenuto la cittadinanza svizzera, 357 in meno rispetto al 2008. L'evoluzione degli ultimi anni mostra come il numero di domande di naturalizzazione sia in aumento. Nel 2004 sono state infatti superate le 30'000 richieste e nel 2008 si è stabilito un nuovo record con 34'965 domande. I richiedenti principali provengono essenzialmente dal Kosovo, dall'Italia, dalla Germania e dalla Turchia. Nel confronto con gli Stati limitrofi, il numero di naturalizzazioni in Svizzera rispetto all'insieme della popolazione è assai esiguo. Negli ultimi anni le domande di naturalizzazione di persone originarie dell'UE/AELS è nettamente diminuito, mentre è aumentato il numero di domande depositate da cittadini di Stati cosiddetti terzi.
Integrazione
Con la legge sugli stranieri (LStr) e con l’ordinanza sull’integrazione degli stranieri (OIntS) totalmente riveduta, per la prima volta gli obiettivi della politica svizzera in materia d’integrazione sono ancorati nella legge. L’integrazione degli stranieri mira alla convivenza della popolazione residente indigena e di quella straniera sulla base dei valori fondamentali sanciti dalla Costituzione federale nonché sulla base del rispetto reciproco e della tolleranza. L’integrazione è volta a garantire agli stranieri che risiedono legalmente e a lungo termine in Svizzera la possibilità di partecipare alla vita economica, sociale e culturale. L’integrazione presuppone la volontà degli stranieri di integrarsi nella società e un atteggiamento di apertura da parte della popolazione svizzera. Infine occorre che gli stranieri si familiarizzino con la realtà sociale e le condizioni di vita in Svizzera, segnatamente imparando una lingua nazionale.