| |
29.04.2010
Osare spendere di più per i bambini per poi spendere di meno
Intervista a Carlo Luigi Caimi
Approfondiamo con Carlo Luigi Caimi, correlatore del rapporto sulla Pianificazione sociopsichiatrica cantonale 2009-2012, la decisione del Parlamento cantonale.
Maggiore presenza di operatori sul territorio, più attenzione alla prevenzione del disagio psichico e sociale e ricerca di soluzioni per collocare adeguatamente i minori in situazione di difficoltà acuta. Sono questi alcuni dei principali aspetti introdotti dalla nuova pianificazione. In quali di queste misure c’è l’”impronta del PPD”?
Il Rapporto approvato dal plenum granconsigliare rappresenta un buon compromesso ed è frutto, anche, di un modo di fare politica che ritengo caratteristico del PPD: quello di sapere costruire maggioranze solide su temi anche delicati e controversi, mettendo al centro l’uomo, nella sua unicità e irripetibilità, soggetto e non oggetto delle norme anche nella malattia. Queste peculiarità si vedono anche nella scelta di “osare” spendere un po’ di più per la prevenzione (soprattutto rivolta a bambini e giovani) per spendere poi di meno, in termini finanziari ma in particolare di sofferenza, per interventi di cura
In aula è stato più volte evocato anche il rapporto pubblico-privato: il PPD ha lamentato che a quest'ultimo settore non si sia fatto cenno. È una critica condivisa pure dalla Commissione sanitaria?
Alcuni partiti (in particolare il PS) fanno ancora fatica ad accettare che in Ticino la collaborazione tra pubblico e privato è una realtà esistente e ben funzionante. Il messaggio governativo rispecchia in parte questo disagio, che la Commissione sanitaria né condivide né capisce, anche se ad una lettura attenta tiene conto maggiormente che in passato del settore privato (nell’ambito della garanzia della copertura sanitaria e della formazione ciò è evidente). La riforma della LAMal voluta dalle Camere federali, che entrerà in vigore a partire dal 2012, faciliterà sicuramente una ancor migliorie considerazione del contributo valido e importante dato dalla psichiatria privata.
Votare a metà 2010 una pianificazione che scadrà nel 2012 non è sintomatico del fatto che il legislativo fatica ad anticipare i tempi di un’evoluzione sociale ben più rapida dell’agenda politica?
Il problema sta a monte. Il messaggio governativo è dell’11 marzo 2009 ed è stato presentato dopo che il primo anno di pianificazione era quindi già iniziato. Il ritardo cronico da parte del Consiglio di Stato nel presentare tutti i messaggi pianificatori è purtroppo una costante. Il Gran Consiglio, tramite la Commissione speciale sanitaria e prima ancora con la sua Sottocommissione che si è chinata in modo approfondito sul tema pianificatorio, hanno lavorato a mio giudizio bene e nei tempi che l’esame della materia e l’elaborazione di soluzioni condivise hanno richiesto. Un anno per la stesura e l’approvazione di un Rapporto unico, che ha voluto anche apportare miglioramenti significativi alle proposte governative (cosa per nulla evidente), è il minimo che un parlamento di milizia necessita. Per evitare in futuro i ritardi la soluzione è una sola: il Consiglio di Stato dovrà anticipare almeno di sei mesi la presentazione del messaggio pianificatorio.
Il Gruppo parlamentare del PPD ha sollecitato uno studio di fattibilità sull'eventualità di inserire alcuni servizi dell'OSC nell'EOC. Quali sarebbero i vantaggi di una tale unificazione?
In Commissione si sono discusse le possibili alternative organizzative e istituzionali all’attuale struttura dell’OSC, in particolare l’inserimento - come in altri Cantoni - nell’Ente Ospedaliero Cantonale. Lo stesso EOC è, oggi, contrario ad una simile ipotesi, ritenendo diversi compiti e finalità delle due organizzazioni. Il dibattito rimane aperto. L’importante è non volere forzare soluzioni non condivise e non supportate da una significativa maggioranza politica. Il PPD deve considerare con attenzione questo aspetto, senza dimenticare che la gestione finanziaria attuale dell’OSC soddisfa le esigenze di una politica attenta ad un uso efficace ed efficiente delle risorse.
Intervista a cura di
Michela Trisconi De Bernardi
|