11.03.2010

Combattere gli abusi e rinnovare la politica migratoria

Il PPD svizzero ha approfondito il tema e presentato delle linee guida

In seguito all'approvazione dell'iniziativa contro l'edificazione di minareti il gruppo parlamentare PPD - PEV e PVL ha approfondito il tema della migrazione. Insieme a diversi rappresentanti del Gruppo, il consigliere nazionale Reto Wehrli ha elaborato le linee guida per quanto concerne la politica migratoria (documento disponibile in francese e tedesco sul sito www.pdc.ch/www.cvp.ch).

Il Gruppo ha dibattuto sulle basi della politica migratoria attuale e ha delineato delle misure concrete negli ambiti dell'asilo, dell'integrazione, della lotta alla criminalità e agli abusi perpetrati da persone straniere. Il PPD vuole optare per un intervento globale e proporrà le misure su diversi livelli istituzionali.
Nell'ambito dell'asilo il gruppo chiede l'abolizione dello statuto di “ammissione provvisoria”. Il consigliere agli Stati e capogruppo Urs Schwaller ha sottolineato che “lo statuto di ammissione provvisoria provoca dei costi amministrativi assai elevati per Confederazione e Cantoni. Invece di optare per un’ammissione provvisoria conviene accordare un permesso di soggiorno regolare che andrà esaminato periodicamente”. Inoltre, il PPD chiede un incremento flessibile del personale incaricato di trattare le domande d'asilo, ma anche un rafforzamento delle polizie cantonali e le autorità impegnate nell'ambito delle migrazioni a seconda del flusso.


Numerose misure vanno introdotte con lo scopo di migliorare l'integrazione. In primo luogo, il limite d'età per il ricongiungimento familiare, oggi fissato a 12 anni, dev'essere abbassato a 8 anni cosicché i bambini possano apprendere il più presto possibile una delle lingue nazionali. In seguito, il Gruppo chiede che venga introdotta una “carta dei valori” per le naturalizzazioni. Questo documento dovrà regolamentare la coabitazione in seno alla comunità e la sottoscrizione da parte dei naturalizzandi dei nostri principali valori fondamentali. Il mancato rispetto della carta può dare avvio a un riesame della naturalizzazione.


Per lottare contro la criminalità degli stranieri, il PPD chiede che la Confederazione indennizzi i Cantoni per la totalità dei costi di detenzione. Si ritiene che questa misura debba essere applicata anche per la detenzione preventiva, la carcerazione cautelativa, la detenzione in attesa di rinvio e la detenzione per i casi sottoposti al trattato di Dublino. Il consigliere nazionale Reto Wehrli ha precisato in merito che “si tratta di misure che vogliono incitare i Cantoni a eseguire le decisioni e rispettare i termini. Con questa misura il PPD vuole rafforzare il principio di sussidiarietà e permettere una ripartizione efficace dei compiti tra i tre livelli istituzionali”.


Per un approccio globale nell'ambito della politica migratoria la sezione svittese del PPD ha lanciato sul piano cantonale una serie di progetti che possono essere da esempio anche per altri Cantoni. “Si riscontrano soprattutto dei problemi a livello dell'esecuzione del rinvio degli stranieri che soggiornano illegalmente nel nostro Paese e nell'ambito dell'integrazione. Chiediamo che lo strumento delle ‘convenzioni d'integrazione’ sia usato di conseguenza. La volontà di integrarsi dev'essere una condizione inderogabile per il prolungamento del permesso di soggiorno” ha riassunto il popolare democratico di Svitto Roger Brändli. Nel Canton Berna, Alexandra Perina, candidata al consiglio di Stato e segretaria del Gruppo PPD-PEV-PVL ha chiesto l'instaurazione di “corsi di lingua madre-bambino”, precisando come “le donne straniere sono la chiave per una migliore integrazione, per l'apprendimento della lingua e per una migliore accettazione dei valori svizzeri. Servono dei programmi specifici e un accesso facilitato alle informazioni per le donne straniere”.
 



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