24.04.2009

Ci vogliono maggiori investimenti e meno tagli

di Raffaele De Rosa, deputato PPD in Gran Consiglio

 Ho preso atto, con un sentimento di preoccupazione e sconcerto, delle intenzioni del Gigante Giallo di rimettere in discussione l’esistenza di oltre 400 sedi in Svizzera e di una cinquantina in Ticino e nel Grigioni italiano. Come molti cittadini di questo Paese, la divulgazione di questa notizia mi ha irritato per diversi motivi che vanno ben oltre la semplice e legittima rivendicazione delle valli e delle zone periferiche di finalmente concretizzare l’intendimento di un maggior equilibrio tra le regioni di questo Cantone e fra Cantoni. Su questi progetti di drastica ristrutturazione, il parziale dietro-front della Posta annunciato questa settimana non mi ha certo tranquillizzato. Tanto meno mi ha rassicurato la possibile spiegazione di una «mossa tattica» per tentare di convincere il mondo politico di riconsiderare la richiesta della Posta di entrare nel business bancario.

Se questo disegno corrispondesse alla realtà, tale mossa sarebbe due volte inquietante. Innanzitutto, perché la minaccia di usare la scure se Governo e Parlamento non dovessero ritornare sui loro passi suona come un vero e proprio ricatto inaccettabile per qualunque cittadino. In secondo luogo, perché una ristrutturazione di una simile portata non farebbe altro che generare ulteriore incertezza, presso i dipendenti, le loro famiglie e l’utenza, in un momento congiunturale in cui la fiducia delle economie domestiche e delle aziende è già ai minimi storici: stando alla Banca Nazionale, nel 2009 il nostro Paese si troverà confrontato alla peggiore crisi degli ultimi 40 anni.

Last but not least, di fronte agli utili realizzati dall’Istituto di circa 1,7 miliardi di franchi (2007 e 2008), mi sarei aspettato ben altro in luogo dei tagli e dei licenziamenti: maggiori investimenti, mantenimento dei posti di lavoro e, ove possibile, riduzione delle tariffe e dei prezzi dei servizi. Se consideriamo questi elementi appare del tutto logica e comprensibile la reazione dei sindacati, di alcuni politici e dei rappresentanti delle regioni e dei comuni toccati da simili misure. In taluni casi, abbiamo assistito a sparate estreme quale reazione ad una Posta intenzionata a tagliare tutto quello che non rende o che, addirittura, non rende abbastanza. Atteggiamenti altrettanto estremi e pericolosi da parte di chi vuole mantenere lo status quo a tutti i costi e minaccia di scendere i piazza «col pugno alzato» a fronte di qualsiasi proposta di cambiamento e miglioramento del servizio. Atteggiamenti come questi non facilitano certo la ricerca di soluzioni che andrebbero invece trovate attraverso il dialogo tra le parti: da un lato La Posta e la Confederazione – la quale, in qualità di azionista e proprietaria, non può chiamarsi fuori e delegare al Consiglio di amministrazione scelte politiche di fondo come quelle prospettate – e, dall’altro, i rappresentanti dei lavoratori ed i Comuni. Scopo dell’esercizio sarà capire in che misura e come il servizio potrebbe essere svolto meglio, in taluni casi razionalizzato, in altri rafforzato; altri compiti potrebbero essere svolti attraverso sinergie con altri partners, come è stato fatto con successo in altri Cantoni. Va comunque detto che i criteri di analisi non potranno essere unicamente di tipo quantitativo, ma bisognerà anche tener sufficientemente conto delle specificità regionali e dello spirito federalista del nostro Paese, come pure considerare fattori qualitativi quali la soddisfazione dell’utenza e la qualità del servizio offerto.

Concludo con un ultimo appunto. In un momento di profonda crisi economica e, soprattutto, di valori non poteva esserci un momento meno opportuno per le provocazioni. In un simile contesto, e a fronte di utili miliardari, l’ente pubblico dovrebbe perlomeno cercare di difendere le posizioni ed i posti di lavoro. Ammesso e non concesso che una cura dimagrante s’imponga in futuro, rimane il fatto che essa andrebbe valutata con coscienza e serietà, nell’ottica di quella responsabilità sociale che tutte le aziende dovrebbero avere, e a maggior ragione se si tratta di aziende pubbliche o para-pubbliche.

Raffaele De Rosa
Deputato in Gran Consiglio



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