29.01.2009
Soddisfazione e preoccupazioni per le stazioni invernali
di Marco Romano, segretario cantonale PPD
Neve ad Airolo, neve a Carì, neve a Bosco Gurin, neve al Nara, neve a Campo Blenio. Neve dappertutto e in quantità molto soddisfacente, tanto da poter già annoverare la stagione tra quelle storiche. I primi dati, oltremodo positivi, sono stati presentati sui quotidiani nelle scorse settimane. Condizioni ottimali ed ottima rispondenza da parte dell’utenza, soprattutto da quella ticinese che sembra aver compreso l’interesse in gioco.
Un quadro del genere merita una riflessione e alcune considerazioni dopo l’acceso dibattito dell’autunno scorso.
Teniamo innanzitutto presente che socialisti, verdi, leghisti ed anche molti esponenti liberali radicali avrebbero sacrificato gli impianti di risalita ticinesi - chiudendo le stazioni già da questo inverno in corso ! - senza tenere conto del reale contributo che queste strutture hanno per i comprensori interessati. Si sarebbe dovuto chiudere e smantellare poiché gli impianti non porterebbero benefici economici per le regioni e per il Cantone. Una spesa inutile e ingiustificata, al massimo si poteva pensare ad un futuro immediato, solo (!), per Airolo. Nessun accenno agli indotti indiretti, ma semplici valutazioni contabili. Un follia, una posizione irresponsabile da cui il PPD si è chiaramente distanziato.
Oggi è lecita una certa soddisfazione per aver voluto difendere - fino in fondo e da soli - strutture estremamente importanti per le Valli del Ticino. Abbiamo dato un segnale forte con una lunga eco. Il dibattito ha mosso l’intero Ticino e ha confermato il ruolo strategico delle strutture. Si sono mossi i Comuni sia delle valli che dei centri, si sono attivati i privati cittadini sia con contributi finanziari e partecipazioni che con la scelta di rendere visita agli impianti ticinesi. La soddisfazione è tuttavia limitata ed offuscata dalle preoccupazioni per il futuro prossimo, segnatamente la fine di questa stagione e la prossima. I risultati contabili dovrebbero essere positivi, l’indotto indiretto, anche se difficile da calcolare, sarà rilevante. Vi sarà dunque la certezza che queste strutture hanno un significato ed un ruolo molto importante per le nostre valli. Una riconversione alla “sola” estate è utopia, una chiusura è irresponsabile.
Sin d’ora pare dunque fondamentale che il Governo, in maniera particolare il DFE, presenti alle società interessate, ai Comuni e al Gran Consiglio le proprie valutazioni. Valutazioni urgenti che dovranno portare a definire il ruolo del Cantone nelle prossime stagioni entro - e non oltre - la fine della primavera e l’inizio dell’estate. L’incertezza che ha regnato negli scorsi anni è nociva, gli elementi per valutare e per decidere ci sono. Si tratta tuttavia di decidere innanzitutto se si crede nel ruolo che gli impianti di risalita invernali hanno e dovranno avere per il Cantone e per le Regioni periferiche. Eventuali posizioni contrarie sono un chiaro disimpegno nei confronti del Ticino delle regioni periferiche e discoste.