28.11.2008

Polizia unica: opportunità di crescita

di Bruno Ongaro, membro UP PPD

La sottocommissione della legislazione ha effettuato un'analisi di dettaglio sul variegato mondo degli addetti alla sicurezza nel nostro Cantone, giungendo alla conclusione di proporre al Consiglio di Stato di valutare due alternative: Polizia unica o Polizie regionali attorno a comuni polo.
La proposta di Polizia unica trova nello scrivente un fervente sostenitore. Infatti da alcuni anni questa idea viene proposta nelle assemblee del sindacato OCST Funzionari di Polizia. Tanto è vero che lo scorso anno fu inviato il comandante della Polizia cantonale di Berna per illustrarci come in quel cantone si era giunti a rivedere i compiti delle Polizie comunali, creando di fatto una Polizia unica. Il Gran Consiglio di quel cantone con lungimiranza approvava in tempi brevi la modifica della legge e al momento attuale i frutti di questa decisione stanno maturando. Altri cantoni con forme diverse (mandati di prestazione) stanno intraprendendo la strada della Polizia unica.

Il rapporto della Commissione si può leggere con occhi propositivi oppure unicamente alla ricerca di dettagli che possano sostenere critiche avanzate da tempo da chi non ha mai condiviso la riorganizzazione esterna senza però portare soluzioni. Se il rapporto lo si legge come proposta per migliorare, allora vi si possono trovare diversi spunti che propendono per una Polizia unica.

Prima di elencare i motivi per i quali è necessario se non urgente studiare e mettere in atto una Polizia unica, è opportuno ricordare come l'Associazione degli agenti delle Polizie comunali nei suoi oltre 25 anni di presenza ha lavorato con intensità per accrescere in particolare l'istruzione dei propri colleghi, giungendo ad ottenere la scuola unica di Polizia. Numerosi sono gli agenti delle Polizie comunali in possesso dei certificato federale di agente di Polizia e gli investimenti dei comuni per avere personale qualificato sono stati importanti.

Ora la realtà è che, come evidenzia bene il rapporto commissionale, in Ticino vi sono 955 agenti di Polizia di cui 346 nelle Comunali, i quali sono frantumati in oltre una trentina di corpi. Questi colleghi hanno una formazione e le capacità per svolgere compiutamente la loro attività, ma molte volte si trovano ad operare da soli. I comuni con accordi o convenzioni (vedasi Agno/Bioggio/Manno) fanno il possibile per assicurare ai loro cittadini una sicurezza non solo oggettiva, ma anche soggettiva, ma poi la frammentazione dei compiti limita di molto il proseguo di accertamenti e altro.

Nei miei 38 anni di attività nella Polizia cantonale ho vissuto diverse riorganizzazioni e tutte hanno sollevato discussioni e mai nessuna ha potuto essere compiutamente realizzata per divieti incrociati che ben poco avevano e hanno a che vedere con la sicurezza. Si è passati da numerosi posti di Polizia cantonale disseminati su tutto il Cantone alle concentrazioni attuali, che hanno permesso, con molte difficoltà, di far fronte ad una criminalità che evolve molto più velocemente di quanto avveniva solo dieci anni or sono.
Anche l'entrata in vigore del codice di procedura penale unificato (primo gennaio 2011), con le novità che porta con sé, indica che la strada della Polizia unica è quella da percorrere con urgenza senza soffermarsi su valutazioni di ipotesi, ma lavorando per giungere in tempo all'appuntamento del primo gennaio 2011.

Già la commissione cita un possibile risparmio finanziario di circa 20 milioni (che potranno essere impiegati per migliorare strutture e servizi).  Non entro nel contesto di questa cifra che sicuramente si avvicina di molto alla realtà, ma elenco qui di seguito i motivi per i quali è opportuno studiare nel corso dei 2009 la soluzione di una Polizia unica per poi attuarla nel 2010 avendo così la possibilità di apportare quei correttivi che ogni novità porta con sé.
I motivi di una Polizia unica quale opportunità di crescita sono:

• la Polizia unica ha come obiettivo primario l'ottimizzazione delle forze di Polizia. Basta con i doppioni (fate voi, facciamo noi e alla fine chi ci rimette è il contribuente);
• la totalità e la qualità dei servizio sarebbero garantite con una copertura globale;
• una condotta semplificata per l'insieme delle operazioni di polizia;
• polivalenza nell'esercizio delle differenti mansioni di polizia;
• migliore visibilità e identificazione della polizia, sia per i collaboratori che per la popolazione. Il cittadino può chiamare senza doversi chiedere chi fra le diverse polizie è competente per risolvere il suo caso (esempio le violenze domestiche);
• migliore circolazione delle informazioni nell'ambito dei diversi processi di polizia, a garanzia di un elevato tasso di delucidazione dei reati.
Inoltre a livello organizzativo la Polizia unica permetterebbe di avere:
• una centrale d'allarme e d'impiego unica (ricordiamoci che per un cantone di 2811 Kmq e 350'000 abitanti non deve essere un'utopia ma una realtà);
• un concetto di pattugliamento del territorio con distribuzione omogenea delle forze;
• un sistema informatico unico con accesso alle medesime banche dati di polizia;
• un solo apparato di coordinamento e sostegno (direzione, comunicazione, statistica ecc.);
• una armonizzazione degli stipendi, dei gradi e dei percorsi di carriera;
• il concetto di prossimità potrebbe essere veramente attuato non solo per una sicurezza soggettiva, ma anche oggettiva.
Le forme di criminalità hanno un'evoluzione talmente rapida che di tempo per decidere c'è n'è poco ed è necessario che venga impiegato nel migliore dei modi, cercando con solerzia le soluzioni e decidere tempestivamente, dimenticando il proprio orto per il bene della comunità.
Pertanto la costituzione a breve di un gruppo di lavoro che presenti entro l'estate 2009 un concetto di Polizia unica che tenga in debita considerazione i compiti che la LOC assegna ai comuni è opportuna per poter avere il tempo per chiarificare i dettagli.

Bruno Ongaro
membro UP PPD



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