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12.01.2012
Il PPD si prepara per le elezioni comunali
È sufficiente leggere le pagine di cronaca locale sui nostri quotidiani per avere conferma che nei Comuni ticinesi c’è fermento in vista delle elezioni comunali del 1° aprile 2012. Si voterà in tutto il Cantone, ad eccezione di elezioni tacite (soprattutto nelle Valli) e delle città di Mendrisio e Lugano e del nuovo Comune di Tre Terre. In queste ultime tre realtà le elezioni sono prorogate al 2013 a seguito delle recenti aggregazioni.
Guardando ai risultati elettorali del 2011 - cantonali e federali - è ipotizzabile che anche a livello comunale si riscontrino esiti che muteranno il panorama politico. Dovesse confermarsi la tendenza in atto potremmo assistere sia a un’ulteriore crescita di nuove forze (partiti tradizionali e movimenti civici) sia a un livellamento generale della rappresentanza dei partiti in campo. Il numero di partiti rappresentati nei Municipi e nei Consigli comunali crescerà e il numero di seggi ottenuti da quest’ultimi si assesterà su numeri equivalenti per più gruppi; segno di grande frammentazione e nuovi equilibri da costruire. Come ai livelli istituzionali superiori, anche a livello comunale sono finiti i tempi di forze politiche egemoni per decenni. Da un lato potremmo affermare che la vitalità partitica e associativa dei Comuni non tende a diminuire (positivo di per sé), dall’altro si intravvede tuttavia una perdita di stabilità e sul lungo periodo una difficoltà di gestione progettuale degli enti locali.
Questo mercoledì il PPD ticinese ha riunito i rappresentanti di tutte le sezioni comunali impegnate nella preparazione delle comunali. Il quadro globale emerso dalla serata è generalmente rassicurante. I lavori sono in linea di massima in uno stato avanzato, l’organizzazione è buona e grazie alla tradizione del nostro Partito vi sono le premesse per far fronte alle nuove difficili sfide. Come d’abitudine nell’ultimo decennio si riscontrano difficoltà nella ricerca dei candidati.
Evidentemente a causa delle numerose aggregazioni avvenute dal 2008 (-49 Comuni) i due partiti storicamente impegnati nella gestione degli enti locali “perderanno” municipali. Il fenomeno sarà ulteriormente accentuato dall’entrata in gioco di nuove forze.
Il Partito Popolare Democratico e Generazione Giovani hanno comunque tutte le premesse per confermare le proprie posizioni nei Municipi e nei Consigli comunali. Considerata la frammentazione potremo anche qua e là, a conferma della nostra tradizione, assumerci maggiori responsabilità. L’impegno storico e costante a favore dei nostri Comuni è indiscutibile. Le personalità capaci e popolari nei Comuni non mancano. Penso ai numerosi sindaci che negli anni, con il proprio impegno e le proprie competenze, hanno modellato Comuni attenti ai bisogni dei propri cittadini e sensibili alle problematiche ambientali. Ma penso anche alle centinaia di membri di Municipi e Consigli comunali che dedicano tempo libero, energie e passione alla propria realtà locale.
Inoltre, nuove leve si affacciano alla vita politica locale, trovando nel PPD una forza politica che mira alla concretezza, si fonda sui valori che hanno plasmato la nostra società e il nostro Paese, e che alla diatriba preferisce la soluzione dei problemi. Pur dovendo affrontare importanti sfide e un’ondata di facile populismo - contraddistinto da grandi proclami, polemiche spesso sterili, ma generalmente poca produttività - a livello comunale PPD e Generazione Giovani hanno tutte le carte per vincere la partita a favore della comunità.
Marco Romano, segretario cantonale e direttore Popolo e Libertà
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