02.09.2010
La Posta non può ignorare le periferie
Realizzare un utile di 484 milioni nel primo semestre 2010 (+35%) e nel contempo chiudere uffici e filiali in zone periferiche e vallerane. È questa l’irresponsabile strategia dei vertici de La Posta che ricordiamo è un’azienda di servizio pubblico. I casi più recenti sono quelli di Torricella, Breno, e nelle scorse settimane dei quartieri del nuovo Comune di Breggia, Muggio e Morbio Superiore. Altri progetti sono in corso in Ticino. A ogni tentativo del gigante giallo di intervenire nel nostro Cantone la popolazione ha risposto compatta per salvaguardare un servizio che è - e deve restare - universale. Purtroppo, sono rari i casi in cui l’azienda è tornata sui propri passi.
Il PPD non può accettare tale politica di smantellamento dei servizi postali nei Comuni periferici e nelle Valli ticinesi. Esprimiamo la nostra massima contrarietà e abbiamo agito per sollecitare il Consiglio di Stato a prendere posizione su questo disimpegno di un’azienda storica del nostro Paese.
Questa settimana i deputati del Mendrisiotto si sono mossi per sollecitare il Governo a intervenire con forza respingendo le chiusure presso la Direzione e il Consiglio di amministrazione (dove siede anche un membro ticinese!) de La Posta. Se effettivamente attuate, esse avranno ripercussioni estremamente negative, non solo per i Comuni toccati, ma anche per la vivibilità degli interi comprensori interessati. Sono comprensori vasti, fortemente residenziali e centrali per gli equilibri socioeconomici del nostro Cantone. Saranno penalizzate centinaia di famiglie. Si tratta di salvaguardare importanti posti di lavoro e di garantire ai cittadini un servizio pubblico tangibile di prossimità, evitando di concentrare tutto nei Comuni urbani.
Il PPD biasima nuovamente la strategia de La Posta e invita i suoi vertici ad avere maggiore rispetto e sensibilità nei confronti delle zone interessate. Si tolgono infatti servizi essenziali per la vitalità, l’attrattiva e la sopravvivenza di comprensori che - grazie anche all’aiuto cantonale connesso alle aggregazioni - stanno cercando di ritrovare slancio. Il Cantone e i Comuni si impegnano per realizzare progetti di aggregazione. Nasce quindi il nuovo Comune di Breggia. La Posta ne prende atto e smantella i propri uffici postali. Si tratta di una situazione ingiustificabile e intollerabile alla luce dei dati citati in entrata e delle conseguenze di tali progetti per la cittadinanza.
Un’azienda di servizio pubblico quale La Posta non può ignorare le realtà locali piccole e periferiche. Il servizio alla popolazione deve rimanere prioritario rispetto al conseguimento di brillanti risultati economici, quali quelli recentemente annunciati.
Il Ticino nel recente passato ha mostrato di avere mezzi e competenze per respingere queste irresponsabili politiche “bernesi”, il PPD è pronto a giocare il proprio ruolo in questa operazione di difesa di servizi basilari per la popolazione e in generale per gli interessi di tutti i ticinesi.
Marco Romano, segretario cantonale e direttore Popolo e Libertà