04.03.2010

Strade sicure!

Dall’inizio dell’anno cinque pedoni hanno purtroppo perso la vita sulle strade del nostro Cantone.
Ogni incidente ha la sua storia, la sua dinamica, le sue cause e responsabilità. Non si può quindi generalizzare e trarre conclusioni affrettate. Non si può però nemmeno, come si faceva un volta, parlare di fatalità, di sfortuna, di fattori imponderabili. L’esperienza insegna che c’è sempre una ragione che spiega perché una persona è morta sull’asfalto e quindi c’è sempre qualcosa da fare per migliorare le cose e per rendere le nostre strade più sicure.
Con questo spirito si lavora al progetto chiamato appunto “strade più sicure” che il Dipartimento delle Istituzioni ha avviato qualche anno fa (ne è responsabile operativo Davide Caccia).
Con la certezza che si può, anzi si deve, ancora migliorare ci siamo ritrovati recentemente con il collega Marco Borradori, direttore del Dipartimento del Territorio. Vogliamo promuovere un’azione congiunta fra i servizi dei rispettivi dipartimenti: al DI compete, per il tramite della polizia, il controllo del comportamento degli utenti della strada, al DT, la messa in opera della segnaletica e delle misure strutturali che disciplinano la circolazione.
Cercheremo di ottenere risultati in tempi brevi, anche se nessuno è in grado di escludere nuove tragedie.
Le statistiche ci dicono che anche in Ticino la situazione migliora, ma con ritmi più lenti e con risultati inferiori rispetto agli altri Cantoni, in modo particolare quelli della Svizzera tedesca. In questo senso, penso che ci sia ancora parecchio da lavorare sulla nostra “cultura” di utilizzatori della strada (e ciò vale per gli automobilisti, ma anche per i pedoni, per i ciclisti, per i motociclisti), molto latina e ancora troppo poco disciplinata. Per guadagnare qualche secondo rubiamo incoscientemente le strisce al pedone in procinto di attraversare, per guadagnare qualche metro attraversiamo la strada poco lontano dai passaggi pedonali.
Cambiare si può! Anzi, si deve! La cosiddetta “visione zero” è un’utopia, ma adoperarsi per ridurre il numero delle vittime della strada è un impegno politico prioritario che va perseguito con decisione!
Ho constatato che si sono moltiplicati gli inviti al Governo affinché si adottino misure di controllo e di moderazione del traffico, sia a livello cantonale che comunale (il tema, è bene ricordarlo, coinvolge anche gli amministratori locali). Sembra un buon segno. Un numero sempre più importante di persone, e anche di politici, ragiona finalmente in modo diverso e considera le misure di controllo e di gestione della circolazione non più, banalmente, come una semplice limitazione della libertà personale, ma come azioni necessarie per meglio tutelare la vita e l’integrità delle persone.
È questa la giusta direzione di marcia!

 

Luigi Pedrazzini, consigliere di Stato



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