15.10.2009
Comuni protagonisti
Una Città di 55'000 abitanti, una collina residenziale Sud con 15'000 abitanti, una Collina residenziale Nord con 20'000 abitanti, il Piano del Vedeggio e Malcantone con 25'000 abitanti e le Valli con 15'000 abitanti: questa la fotografia del distretto di Lugano, che con i 59 Comuni, dei quali 25 con alla testa sindaci PPD è un laboratorio nel quale il tema della gestione territoriale e funzionale è all’ordine del giorno.
È innegabile che l’agglomerato urbano luganese sia diverso dagli altri agglomerati del Cantone: la politica aggregativa della Città di Lugano ha modificato i confini comunali e posto nuove sfide territoriali, alle quali è necessario ora rispondere tenendo conto delle evoluzioni in atto e coinvolgendo in un rapporto diretto con gli enti presenti ed attivi in tali ambiti.
La sfida è quella di coordinare ora la nuova politica regionale, con il Piano direttore, con la politica dei trasporti e quella aggregativa. Politiche che avrebbero dovuto essere concentrate maggiormente a livello cantonale, ma che invece sono cresciute in modo troppo indipendente l’una dall’altra.
Di fronte a tutte queste sfide il distretto PPD di Lugano ha voluto darsi una nuova veste e nell’assemblea distrettuale della settimana scorsa ha dato voce ai Comuni con l’istituzione della Conferenza dei sindaci, quale commissione permanente del distretto, nel quale vi sono tutti i sindaci PPD del distretto e un municipale per Comune in rappresentanza degli altri Comuni e la designazione di tre rappresentanti nella direttiva distrettuale: Roberto Lurati, sindaco del Comune di Canobbio, Andrea Pellegrinelli, sindaco del Comune di Capriasca, Massimo Tavoli, municipale del Comune di Monteggio. La direttiva distrettuale è poi stata completata con il rappresentante dell’OCST Giovanni Scolari, con Giovanni Bruschetti, Sindaco del Comune di Massagno, Presidente della commissione regionale dei trasporti e Paolo Beltraminelli, Municipale di Lugano e deputato in Gran Consiglio.
Un’accesa discussione è nata attorno al progetto di revisione della legge sulle aggregazioni: dopo anni di esperienze non sempre esaltanti, si auspica si possano ora gettare le basi per una coordinazione delle diverse politiche di sviluppo ma anche di collaborazione con i diretti interessati, i Comuni. Se per il Bellinzonese e Locarnese, urge un impulso atto ad incrementare le aggregazioni, nel Luganese i progetti aggregativi sono già stati numerosi e forse anche troppo veloci: ora è necessario trovare un consenso tra Città polo e Comuni ed effettuare uno sforzo di coordinazione tra la politica regionale, quella dei trasporti e quella delle aggregazioni, permettendo ai Comuni di giocare il proprio ruolo da protagonisti.
Il prossimo appuntamento del Distretto sarà proprio quello relativo ad una serata tematica sulla politica dei trasporti e quella regionale, che sarà coordinata nel distretto dalla Commissione regionale dei trasporti. Alla presidenza del Distretto ero giunta affermando che "Un'oncia di azione vale quanto una tonnellata di teoria". Il Distretto cerca ora di agire e non teorizzare: lo sta facendo e lo farà anche in futuro cercando di coinvolgere attivamente anche le altre forze politiche attive sul territorio, perché solo con la collaborazione ed il dialogo sarà possibile costruire il Ticino di domani.
Monica Duca Widmer
granconsigliera e presidente del distretto di Lugano