24.09.2009
Ministero Pubblico: confronto costruttivo
Il grande merito del rapporto del Consiglio della Magistratura sulla situazione del Ministero Pubblico è secondo me quello di creare le giuste premesse per un confronto sereno e costruttivo sul futuro di questa importantissima istituzione giudiziaria. In conferenza stampa ho detto che il rapporto è una chiara risposta a chi negli ultimi mesi ha espresso diagnosi catastrofistiche sul Ministero Pubblico e preconizzato che soltanto un intervento radicale sulle persone può dare frutti positivi. Le cose non stanno in questi termini. L'analisi oggettiva delle cifre, compiuta con puntiglio dal Consiglio della Magistratura e in particolare dalla sua presidente Giovanna Roggero Will, dimostra che il Ministero Pubblico non si trova in una situazione di emergenza e che in generale assolve correttamente i suoi compiti. Dobbiamo prenderne atto, senza particolari trionfalismi, ma come elemento importante sul quale basare una corretta riflessione sul futuro dell'istituzione (che sarà presto chiamata ad affrontare in prima linea la sfida dell'applicazione del nuovo codice processuale federale).
Parimenti dobbiamo però con senso di responsabilità agire affinché siano recepiti e modificati gli aspetti problematici indicati dal rapporto e ripresi nel documento trasmesso dal Ministero Pubblico al Governo e ieri ai mezzi d'informazione.
Se è un dato di fatto che il Ministero Pubblico in generale svolge correttamente le sue funzioni, è anche vero che ciò avviene grazie a un impegno personale encomiabile dei Procuratori Pubblici e in condizioni, soprattutto logistiche, ben lontane dall'essere ideali. Ognuno dovrà fare la sua parte. Il Governo dovrà valutare in tempi brevi le richieste di potenziamento puntuale per rafforzare l'organico del Ministero, così come dovrà dare una riposta completa alla questione logistica. Roggero Will ha parlato di soluzioni lucide e coraggiose.
Sempre il Governo dovrà mettere a disposizione soluzioni informatiche che consentano un miglior controllo sullo stato dell'attività e sul carico di lavoro. Il Parlamento è caldamente invitato a mettere a concorso il posto vacante di sostituto Procuratore Pubblico, bloccato ormai da un paio d'anni; parimenti dovrà pronunciarsi sul messaggio concernente l'adeguamento della legislazione cantonale al nuovo codice processuale federale che pure si occupa dell'organizzazione del Ministero. Il Ministero Pubblico stesso viene invitato a utilizzare le competenze già oggi esistenti per migliorare il monitoraggio degli incarti e la ripartizione del carico di lavoro.
Nei commenti della prima ora dopo la presentazione del rapporto, si è parlato di "scontro" sul numero dei procuratori. Non è un mistero che il Ministero Pubblico auspica un potenziamento del numero dei magistrati, così come si sa che questa richiesta non ha trovato il sostegno del gruppo di lavoro che si è occupato dell'introduzione del nuovo codice processuale, del Consiglio di Stato e, ora, anche del Consiglio della Magistratura. Per quanto concerne la posizione del Parlamento, mi sembra che essa emerga in modo abbastanza esplicito dalla mancata messa a concorso di una funzione di magistratura che già esiste nella legge. In queste condizioni penso che sia nell'interesse di tutti puntare su soluzioni praticabili e, per quanto concerne il potenziamento, mirare al rafforzamento dell'organico mediante l'assunzione di personale specializzato (giuristi) e unità amministrative.
di Luigi Pedrazzini,
consigliere di Stato