27.08.2009
La galleria del Gottardo: risanamento e raddoppio
Unitamente al collega Marco Borradori ho partecipato lunedì mattina a un incontro organizzato dall’Ufficio federale delle strade (USTRA) sulla tematica dei lavori di risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Il tunnel è stato inaugurato nel 1980 e vi sono concrete indicazioni che per il suo esercizio a lungo termine non sono sufficienti i normali lavori di manutenzione (che comportano d’abitudine, durante alcune settimane all’anno, la chiusura notturna). L’USTRA sta valutando differenti scenari d’intervento che potrebbero portare a una chiusura prolungata della galleria. In termini di tempo si sta lavorando sull’ipotesi di agire dopo la messa in esercizio della galleria ferroviaria di base del San Gottardo, quindi dopo il 2017.
È bene che il Cantone segua con grande attenzione l’evoluzione della situazione e predisponga le armi migliori per difendere i suoi interessi. È vero che la questione non va risolta in tempi brevissimi, ma il 2017 non è troppo lontano, e le scelte si devono comunque fare rapidamente per poi avere il tempo di pianificare i dettagli di un’operazione assai complessa.
Per il Ticino una chiusura prolungata della galleria non può entrare in considerazione senza mettere in conto conseguenze gravi per il suo sviluppo economico. È difficilmente pensabile l’alternativa della strada del passo che, seppur risanata, non potrà mai essere aperta durante tutto l’anno (e occorre poi tener conto anche dell’Iniziativa delle Alpi, che pone un freno all’incremento del traffico), né la soluzione ai problemi del Cantone potrà essere data dalla ferrovia veloce, anche se ovviamente questo collegamento potrà dare contributi importanti.
Penso allora che non dovrà essere a priori scartata, come invece Berna tende a fare, l’ipotesi del raddoppio della galleria autostradale, che consentirebbe fra l’altro di incrementare la sicurezza del collegamento fra il Ticino e il resto della Svizzera, così come darebbe la possibilità di una gestione migliore, evitando gravi interruzioni, dei problemi di manutenzione e di risanamento del tunnel.
Questione finanziaria? Ragionando sull’arco di una generazione forse sì. Se però si considerassero tutti gli elementi in gioco, e si ragionasse a più lungo termine i risultati potrebbero cambiare e le cifre diventare positive.
Timori per un aumento del traffico? Il rischio esiste, inutile nasconderlo. Ma la sfida non va affrontata tenendo in vita l’imbuto del Gottardo, ma implementando una visione globale, a livello svizzero e internazionale, della mobilità delle persone e delle merci.
Luigi Pedrazzini, consigliere di Stato