26.03.2009

Le proposte del PPD per combattere la crisi economica

Risoluzione del Comitato Cantonale PPD

Gli effetti della crisi finanziaria ed economica cominciano ad avvertirsi in maniera preoccupante anche sulle famiglie e sulle imprese ticinesi. Il Comitato cantonale del PPD a seguito di un dibattito interno formula le seguenti considerazioni.

Premessa
L’Ente pubblico non ha i mezzi e neppure le competenze per risolvere tutti i problemi che stanno emergendo. Si tratta del resto di una delle più pesanti crisi globali dell’ultimo secolo che sta impegnando i Governi di quasi tutti gli Stati del mondo. Lo Stato del Canton Ticino può e deve comunque  intervenire negli ambiti di propria competenza per contenere i grossi disagi cui saranno confrontate le famiglie e le aziende. Si pensi ad esempio al calo della produzione, all’aumento della disoccupazione e, di conseguenza, delle richieste di prestazioni sociali e complementari.

Nei prossimi mesi sarà quindi prioritario saper gestire il settore pubblico, cantonale e comunale, in funzione delle difficoltà che emergeranno nella società civile e nell’economia, proponendo interventi puntuali ed efficaci. E’ quanto sta cercando di fare il Consiglio di Stato con gli interventi e le misure proposte nel rapporto del 4 marzo 2009.

Settori prioritari
Secondo il Comitato cantonale PPD occorre prioritariamente:
- sostenere i giovani che al termine della loro formazione incontreranno grosse difficoltà d’inserimento professionale. In collaborazione con le associazioni di categoria e del mondo del lavoro, lo Stato dovrà fare il possibile per garantire ai giovani adeguate condizioni formative e professionali, per evitare una loro eventuale emarginazione e quale condizione per un rilancio dell’economia;

- garantire sostegni diretti alle famiglie ticinesi, che vanno tutelate in un momento di calo del potere d’acquisto e dei mezzi a disposizione. Particolare attenzione deve essere prestata al sostegno dell’occupazione della manodopera residente nel Cantone;

- aiutare i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, possibilmente con misure che permettano loro di acquisire le competenze necessarie per poter rientrare quanto prima nel mondo del lavoro;

- mantenere attivi gli insediamenti produttivi in Ticino, cercando di attirarne nuovi. Il Cantone deve offrire condizioni quadro favorevoli, una fiscalità attrattiva, una burocrazia snella e, quando necessario, sostegni mirati. Devono essere approfondite possibilità di sgravi a sostegno della sostanza delle aziende, degli ammortamenti e degli investimenti in attività produttive e dovranno essere inoltre garantiti incentivi fiscali alle aziende impegnate nella formazione di apprendisti;

- anticipare gli investimenti già pianificati, favorendo quelli che coinvolgono le imprese e i lavoratori residenti sul territorio cantonale;
concedere crediti a condizioni favorevoli alle imprese attive sul territorio cantonale, in collaborazione con Banca Stato.

Valori e responsabilità
La risposta a questa crisi non può limitarsi a una serie di misure finalizzate a rilanciare l’economia o -come ha ricordato qualcuno- a una fiducia nella capacità di autoregolamentazione del mercato o a un rilancio dell’intervento statale che, se fatto senza criterio, incrementerà lo statalismo già tanto pernicioso nei confronti della capacità d’iniziativa e d’aggregazione sussidiaria degli uomini.
Anche i rimedi momentanei varati dalle Banche centrali e dei vari Stati aggiustano verosimilmente la situazione per qualche tempo, con il rischio di ritornare poi ai vecchi, errati comportamenti. Come ricorda Padre Bartolomeo Sorge in una recente intervista «occorre creare un nuovo ordine mondiale dell’economia, una finanza che sappia coniugare efficienza e solidarietà nella stessa misura. Insomma bisogna ridiscutere con serietà le basi del sistema elevando la dignità della persona umana e ridandole il ruolo centrale che le compete».  

Occorre quindi affrontare questa fase critica dell’economia:
- cercando di recuperare i veri valori della società e della vita, in particolare la responsabilità e la solidarietà;
- ristabilendo quanto prima un giusto e corretto rapporto tra la politica e l’economia e tra l’economia e la finanza;
- ponendo al centro di ogni interesse e di ogni intervento la persona umana, i suoi bisogni e il suo sviluppo.


Controllo della spesa pubblica
L’azione dell’Ente pubblico contro gli effetti della crisi, combinata con una prevedibile forte contrazione delle risorse fiscali,  provocherà inevitabilmente, quantomeno a breve termine, un peggioramento della situazione finanziaria del Cantone.

Il PPD ritiene che non si debba abbandonare la linea di rigore nella gestione della spesa cantonale e neppure si debba procrastinare il discorso della revisione dei compiti dello Stato. La crisi finanziaria non deve infatti diventare la giustificazione per incrementare in modo acritico la spesa pubblica o per tollerare spese improduttive e sprechi.




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