29.01.2009
La sicurezza ha un costo!
di Luigi Pedrazzini, consigliere di Stato
Mi ripropongo di valutare seriamente il contenuto e le conclusioni del dibattito in Gran Consiglio sulla polizia cantonale e di tirare le debite conseguenze. In questo senso presenterò al Governo prima e al Parlamento poi uno studio sulla polizia unica, rispettivamente sulla costituzione di polizie regionali facenti capo ai comuni polo, così come esaminerò con il comando della polizia tutte le possibilità oggi a disposizione per incrementare la presenza della polizia nel territorio (e in particolare nelle regioni maggiormente a rischio di criminalità).
Fatta questa premessa quale doveroso atto di rispetto verso il Parlamento, non posso però nascondere che alcuni aspetti del dibattito mi hanno lasciato perplesso e non mi hanno pienamente convinto sul fatto che a tutti stia veramente e solo a cuore il problema della sicurezza.
Ho sentito riproporre in aula critiche vecchie sul funzionamento della polizia che nel corso degli anni recenti hanno trovato concreta e positiva risposta nel lavoro operativo del corpo, rispettivamente nella valutazione del perito indipendente che personalmente avevo chiamato in servizio per accertare la situazione.
Difficile credere che tutte le analisi fatte – penso in particolare all’intervento del portavoce del PLRT Bordogna - erano scevre da pregiudizi d’ordine partitico nei confronti del dipartimento e del comando della polizia.
Su un punto è però soprattutto mancata la chiarezza, e cioè sulle reali conseguenze che comporta la decisione parlamentare (ancorata nelle conclusioni del rapporto) di garantire maggiore presenza di polizia nel territorio. Anch’io sono assolutamente d’accordo e l’ho detto in modo molto esplicito: esempi recenti (Besso) dimostrano che la presenza della polizia è di fondamentale importanza per impedire che vengano commessi reati e la strategia della nostra polizia, anche di quella cantonale, deve tenere conto di questo fattore territoriale.
Occorre però anche dire con chiarezza che con gli effettivi attuali e con l’aumento in corso di compiti, la polizia non è in grado di presidiare il territorio nei termini auspicati dal rapporto della commissione della Legislazione.
Non ci si deve dimenticare che proprio grazie alla riorganizzazione attuata negli anni scorsi, la cantonale è riuscita a “nascondere” la scarsità di risorse umane ottenendo significativi e concreti risultati sul fronte della lotta alla criminalità (aspetto sottolineato da due deputati liberali che di polizia se ne intendono: Galusero e Weber). Ci si ricordi pure che l’attuale effettivo del corpo (circa 620 unità) è inferiore a quello deciso nel 2000 dal Consiglio di Stato (650), e questo per effetto dei ridimensionamenti dettati dalle misure finanziarie.
Io sono pronto a esaminare tutti gli scenari possibili e immaginabili per consolidare l’elevato livello di sicurezza di cui beneficiamo in Ticino e per migliorare il lavoro della polizia (di cui tutti dicono un gran bene, salvo poi negare i meriti dei risultati al comandante…).
Il salto di qualità a questo punto lo faremo però soltanto se destineremo alla sicurezza maggiori risorse finanziarie!