31.10.2008
Para-stato: una legge quadro per una gestione migliore
di Raffaele De Rosa, deputato PPD in Gran Consiglio
Quando si parla di Stato, nel dibattito politico ci si riferisce spesso - e un po' a torto -all'Amministrazione cantonale in senso stretto, dimenticando che in Ticino il para-stato rappresenta una realtà tutt'altro che trascurabile e altrettanto importante. Basta ricordare che nel nostro Cantone si contano ben sette aziende para-statali: l'Azienda cantonale dei rifiuti (ACR), l'Azienda elettrica ticinese (AET), la BancaStato, l'Ente ospedaliero cantonale (EOC), l'Ente ticinese del turismo (ETT), l'Università della Svizzera italiana (USI) e la Scuola universitaria professionale (SUPSI).
Le cifre che ruotano attorno a questi enti sono di indubbio rilievo: escludendo l'ACR (entità non ancora operativa), le sei aziende para-statali menzionate sopra contano quasi 2'500 collaboratori e fanno registrare un totale di bilancio di 762 milioni di franchi, a fronte di un budget complessivo di circa 1,2 miliardi di franchi. Già solo sulla base di questi dati si comprende perché il Gruppo PPD in Gran Consiglio abbia ritenuto più che opportuno elaborare un'iniziativa parlamentare che chiede di definire, all'interno di una legge quadro, norme e principi che regolano l'autonomia e il funzionamento di queste aziende. La questione non è nuova ed era già stata sollevata nel 2002 dagli ex-colleghi Fulvio Pezzati e Francesca Gemnetti, attraverso un atto parlamentare rimasto purtroppo inevaso. Il tema è ritornato prepotentemente di attualità, non solo a seguito delle polemiche sulla composizione di taluni consigli di amministrazione (CdA), ma anche e soprattutto per la crescente importanza che le aziende pubbliche e para-pubbliche hanno assunto in questi ultimi anni. Ispirandoci alle linee guida del governo di impresa, la cosiddetta “corporate governance”, e preso atto delle molteplici problematiche che ruotano attorno a questo tema, il nostro Gruppo ha quindi chiesto che venga elaborata una legge che stabilisca regole eque e chiare negli ambiti seguenti:
• definire con maggior precisione le competenze del Consiglio di Stato (e dei relativi dipartimenti), del Gran Consiglio, del CdA e della direzione delle aziende;
• stabilire i profili dei membri del CdA e le condizioni cui devono sottostare per poter garantire un’opinione autonoma e oggettiva: in particolare occorre definire i criteri in base ai quali va privilegiato il profilo tecnico e le competenze, ed in quali casi sarebbe più opportuna la presenza di rappresentanti politici;
• adottare una procedura uniforme per tutte le aziende pubbliche nella designazione dei rappresentanti del Cantone in seno ai CdA;
• chiarire le responsabilità del CdA dell’azienda pubblica, le sue competenze, ma anche i casi di revoca e le sanzioni in caso di comportamenti lesivi degli interessi dell'azienda e del Cantone (fuga di notizie ecc.);
• dotare il CdA di poteri e competenze tali da metterlo nelle condizioni di assicurare la sua funzione di pilotaggio strategico e di sorveglianza della direzione.
Il CdA deve poter agire in tutta integrità ed essere responsabile delle decisioni che prende.
In quest’ultimo ambito vanno pure dipanate le situazioni di conflitto d’interesse. Nello specifico vanno stabilite distinzioni tra le competenze tecnico/operative dell’azienda e quelle di indirizzo politico del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato, definiti i mandati/ contratti di prestazione e le situazioni d’incompatibilità tra le cariche di membro del CdA e quelle di rappresentante politico o funzionario, come pure la durata dei mandati, l’onorario riconosciuto ai membri di CdA, i limiti di salari per dirigenti e dipendenti dell’azienda, e non da ultimo lo statuto dei dipendenti.
Last but not least, sarà assolutamente necessario predisporre un codice deontologico circa le caratteristiche dei membri del CdA e prevedere l’obbligo d’informare regolarmente le parti in causa e anche il grande pubblico. Andranno in particolare predisposte delle norme di trasparenza e di controllo rigorose e una diffusione regolare delle informazioni sulla gestione (valutazione della performance e dei rischi).
Raffaele De Rosa
deputato in Gran Consiglio