28.08.2008
Il PPD prende posizione sulle misure di risanamento finanziario
Nel deserto delle proposte presentate dal Consiglio di Stato per riportare a pareggio i conti dello Stato, il governo è ad un bivio: contro le associazioni dei comuni Acuti e CO.RE.TI., contro le associazioni che rappresentano l'intero mondo economico (ABT, AITI, Cc-Ti, CATEF, SSIC-Ti), contro i sindacati e adesso contro anche il PPD, che non condivide modalità ed impostazione della manovra.
Così non si può andare avanti, si deve cambiare rotta; il PPD è chiaro: la manovra va incentrata sui risparmi, non sull’aumento delle entrate. Particolare la posizione di PS e PLRT: i primi sembrano voler sostenere quanto proposto, ma poi si smentiscono con un uscita molto critica del capogruppo in Gran Consiglio e alto esponente del sindacato VPOD; i secondi, Partito di maggioranza relativa, tacciono.
Il PPD ha dapprima espresso scetticismo e perplessità nei confronti delle misure presentate all'indomani della votazione dello scorso 1° giugno e ha poi approfittato della pausa estiva per riflettere e contribuire in maniera costruttiva al risanamento delle finanze dello Stato (si veda a pagina 6).
Non un gioco contro, quindi, ma un camminare assieme al governo per trovare, se non l'oasi, almeno la strada per raggiungerla.
La strada da seguire è sicuramente quella della revisione dei compiti dello Stato, in particolare razionalizzando e ottimizzando alcuni servizi dell'amministrazione pubblica. Da anni si parla di riduzione delle strutture e del personale, di collaborazione con i privati per l'adempimento di determinati compiti. Ma quanto è stato fatto fino ad ora? Quanto ci si è concretamente attivati in tal senso? In quali ambiti questo è possibile? Per esempio, esternalizzando il servizio della gestione degli immobili o alcuni dei servizi della divisione delle costruzioni. Oppure ancora ottimizzando e razionalizzando i servizi del Centro di legislazione cantonale o degli Uffici del medico cantonale, del farmacista cantonale, del veterinario cantonale, del biologo cantonale e del chimico cantonale; ma anche negli ambiti della scuola, come pure della sezione della logistica. E di esempi ce ne sono ancora molti altri.
Per il Consiglio di Stato si impone quindi una scelta: o ritornare al tavolo con tutti gli attori congelando quanto proposto, o restare sempre più solo.