26.03.2008
Giù le mani dal Vescovo
Desidero innanzitutto esprimere la mia solidarietà e vicinanza al Vescovo della Diocesi di Lugano, Monsignor Pier Giacomo Grampa, che a scadenze più o meno regolari viene attaccato dai cosiddetti liberi pensatori di questo Cantone.
Non posso che esprimere una certa preoccupazione nei confronti del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport che vorrebbe impedire al nostro Vescovo di incontrare, il prossimo venerdì 4 aprile, gli allievi delle scuole medie di Tesserete durante l’orario scolastico, in occasione della visita pastorale nella Pieve. Personalmente credo che si debbano affrontare i problemi importanti e seri presenti nelle nostre scuole, quali la violenza giovanile, la qualità dell’insegnamento e la crescente demotivazione del corpo insegnante, piuttosto che perdere tempo su inutili disquisizioni sulla laicità della scuola.
Nell’incomprensibile decisione di ostacolare la visita del vescovo – decisione che giustamente ha indignato gran parte della popolazione ticinese - il DECS sembra quasi essere ostaggio di quei liberi pensatori che insorgono unicamente quando c’è di mezzo la Chiesa cattolica. Nella scuola media di Tesserete, durante l’orario scolastico, sono state invitate e ospitate differenti personalità del mondo politico, culturale e sociale. Gli allievi della scuola media di Tesserete hanno incontrato i rappresentanti di Unitas, del WWF, dell’ACSI e dell’ATA, della Società protezione degli animali, dell’Aiuto AIDS Ticino, dei movimenti sindacali, di Antenna Alice e della Fondazione Diamante. Hanno pure incontrato, sempre durante l’orario scolastico, anche l’Imam della Moschea di Viganello, ossia uno dei massimi rappresentanti della comunità islamica in Ticino, che ha potuto esprimersi liberamente nell’ambito di un dibattito sul razzismo.
Sin qui nessuna censura e nessun allarmismo relativamente a una possibile contaminazione del supremo principio della laicità della scuola pubblica. Tutti possono quindi incontrare gli allievi delle scuole medie di Tesserete, durante gli orari scolastici, con un’unica eccezione: il Vescovo di Lugano, Monsignor Pier Giacomo Grampa, al quale - tutt’al più e se proprio necessario - potranno essere aperte le porte della scuola unicamente durante la pausa del mezzogiorno.
Questa assurda posizione non può evidentemente essere accettata e il DECS, come richiesto espressamente e giustamente da molti cittadini della Capriasca, dovrà rivedere la propria decisione, che risulta discriminatoria, oltre che offensiva e, soprattutto, rischia di riaprire inutili e non richieste polemiche che nel passato hanno infiammato la vita politica ticinese e che oggi interessano unicamente pochi nostalgici “liberi pensatori”, non certamente la maggioranza della popolazione di questo Cantone.
La Chiesa cattolica apostolica romana, unitamente alla Chiesa evangelica riformata, è stata espressamente riconosciuta come personalità di diritto pubblico nella nostra Carta fondamentale (art. 24 Cst. Cantonale). Questo esplicito riconoscimento dovrebbe implicare, fra le altre cose, un minimo rispetto nei confronti del Vescovo di Lugano che intende semplicemente incontrare gli allievi della scuola di Tesserete, esattamente come hanno fatti i rappresentanti di religioni e associazioni sopra ricordati. È una questione impossibile? No. È più semplicemente una questione di “buon senso, cioè di uso della ragione” come ha già ricordato qualcuno.
Giovanni Jelmini
Presidente del PPD