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21.10.2011
Conservazione delle pavimentazioni
Intervento di Luigi Canepa
Messaggio 6520
Stanziamento di un credito di CHF 5'000'000.- quale aggiornamento del credito quadro per la conservazione delle pavimentazioni e dei cigli sulle strade cantonali per il periodo 2008-2011
Presidente, Consigliere di Stato, colleghe e colleghi,
con il presente intervento porto l’adesione del gruppo Popolare Democratico al Messaggio in oggetto.
Per meglio comprendere l’entrata in materia relativa ai costi per la conservazione stradale del nostro Cantone ritengo utile ricordare alcuni dati di base ed i relativi ordini di grandezza.
Lo sviluppo delle strade cantonali è di 1050 km.
Il valore complessivo del patrimonio stradale, quindi comprensivo di manufatti quali ponti, muri di sostegno e sottopassi è di 4800 mio CHF.
Il valore della sola pavimentazione, che riguarda direttamente il presente messaggio, è di 1300 mio CHF.
Anche nella passata legislatura ho contributo a più riprese al dibattito parlamentare su questo importante tema, di conseguenza, giocoforza, riprenderò alcuni argomenti e metterò nuovamente in risalto gli aspetti problematici relativi alla conservazione del patrimonio stradale.
Poco più di tre anni fa abbiamo votato un credito quadro, periodo 2007-2011, per la sistemazione delle pavimentazioni stradali di Fr. 68'000'000.-. Con la richiesta del credito odierno e di quelli già concessi nel frattempo il credito quadro passerà a Fr. 94'200'000.-. Considerando che il prossimo credito quadro verrà concesso nel 2012 e fino ad allora vi è ancora un inverno da superare, per concludere il ciclo dei 4 anni, andremo a spendere per fare una cifra tonda almeno 100 mio CHF a fronte dei 68 mio CHF richiesti nel 2008.
Dicevo 100 mio CHF quindi 25 mio CHF all’anno importo ancora decisamente inferiore di almeno 10/15 mio CHF/anno rispetto alle cifre riportate nel rapporto della commissione della gestione che indica in 32-39 mio CHF quale investimento minimo necessario per la conservazione della pavimentazione.
Tutto questo a dimostrazione che i crediti erogati per la conservazione minima del patrimonio della sola pavimentazione stradale (stimato come dicevo in 1’300 mio CHF) sono decisamente insufficienti e ad ogni inverno si è confrontati con danni che vanno forzatamente riparati; da qui la richiesta di crediti aggiuntivi quale quello odierno.
Il vero problema, come ho già avuto modo di sottolineare a più riprese, è di non cadere in una pericolosa spirale di sotto-manutenzione; in poche parole si deve investire di più e tenere costantemente monitorato lo stato del nostro patrimonio stradale. Questo comporta indubbiamente dei sacrifici e degli investimenti importanti ma necessari.
Altrimenti a medio - lungo termine ci troveremo inesorabilmente confrontati ad un degrado dello stato di conservazione delle strade e a una riduzione del valore patrimoniale della nostra rete viaria cantonale, a prescindere da altri fattori non meno importanti quali la sicurezza, in particolare per ciclisti e motociclisti.
Vi sono quindi delle lacune strutturali che ci devono preoccupare; infatti questo “modus operandi” sta creando, anno dopo anno, un deficit occulto che non risulta nei conti dello Stato.
Il mio gruppo si augura che con la presentazione del messaggio per la richiesta del prossimo credito quadro per la conservazione del patrimonio delle strade cantonali (2012-2015) il problema di fondo venga evidenziato e affrontato nei dovuti modi.
Personalmente ritengo che, per la sola conservazione delle pavimentazioni si debbano mettere sul tavolo per il prossimo quadriennio almeno 130/140 mio CHF a fronte dell’importanza che le vie di comunicazione rivestono sia per quanto riguarda il collegamento con i mezzi di trasporto pubblici che con quelli privati. Sono anche cosciente che queste cifre probabilmente non si potranno raggiungere a fronte di quanto prevede il piano finanziario.
In conclusione e a titolo personale vorrei spezzare una lancia in favore di chi opera in questo settore e in particolare ai funzionari del Dipartimento del Territorio che, oltre a non poter disporre dei mezzi finanziari ottimali, sono anche confrontati con critiche ogni qual volta viene aperto un cantiere stradale causando inevitabilmente colonne e disagi.
Mi riferisco concretamente ai ben noti problemi sorti la scorsa settimana con l’apertura del cantiere di Cadenazzo. Comprendo la rabbia e l’esasperazione degli utenti della strada; io stesso ho impiegato quasi 2 ore per recarmi da Lugano a Locarno.
Ma bisogna anche capire che cantieri come questo anche solo pochi anni fa non avrebbero creato particolari disagi mentre oggi, con il traffico che già normalmente su quella tratta e in certe fasce orarie manda in tilt l’intero sistema, sono fonte quasi sicura di problemi viari.
La scelta di evitare il lavoro notturno per evitare disturbo ai residenti e di privilegiare la sicurezza si è dimostrata troppo zelante ed è stata castigata dal persistere del caldo e del bel tempo che ha si favorito il turismo ma ha anche portato con se un traffico supplementare non preventivato.
Ora, con l’introduzione del lavoro notturno e il restringimento delle corsie per permettere il transito nei due sensi, spero che la situazione migliori ma non sarà la panacea a tutti i mali e non farà di certo contenti tutti.
Mi scuso per questa breve divagazione, vi ringrazio per l’attenzione e vi invito a sostenere il credito in oggetto.
Luigi Canepa
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