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25.06.2010
Sovraffollamento delle strutture carcerarie
Intervento di Armando Boneff
Presidente, Consigliere di Stato, colleghe e colleghi,
Intervengo a nome del Gruppo PPD a sostegno del rapporto della Commissione di sorveglianza sulle condizioni di detenzione, lasciando al presidente il compito di commentarlo nei dettagli e ringraziandolo per la dedizione con cui ha diretto e coordinato i lavori.
Mi limiterò ad evidenziare due situazioni che mi lasciano perplesso, anche rapportate al sovraffollamento delle strutture carcerarie che è stata la causa principale delle problematiche rilevate dalla Commissione.
La prima riguarda la Farera che nel 2009 ha ospitato giornalmente una media di cinque « fermi brevi » - con punte fino a 13 alla volta, fra NEM (che non sono soggetti a inchieste), persone straniere ricercate in RIPOL (nell’ambito dello Spazio di Schengen) ed estradandi. Questi soggetti provocano un notevole lavoro di tipo amministrativo ed espongono il personale a rischi in quanto non possiede informazioni sul loro conto, in particolare sul loro potenziale di pericolosità. A detta degli operatori queste persone non dovrebbero essere collocate in un carcere giudiziario.
La seconda, concernente il Penitenziario cantonale, è una preoccupazione che tocca più la sfera dei Diritti dell’uomo che la logistica, considerando che fortunatamente i casi sono pochi. Mi riferisco a quelle persone detenute a cui sono state comminate le cosiddette «misure a tempo indeterminato», cioè che anche dopo aver scontato la pena, non possono essere rilasciate per la loro potenziale pericolosità dovuta ad instabilità psichica.
È evidente che il carcere non sia più adatto alla loro condizione e che la loro presenza sovraccarichi la struttura concepita per altri scopi.
Chiedo se vi sono prospettive per un collocamento di queste persone in Istituiti più consoni alla loro condizione e in ogni caso raccomando al CdS che si attivi per risolvere il problema.
Termino ringraziando il Consigliere di Stato e tutte le Istanze che hanno collaborato con la Commissione rendendole più gradevole un compito di per sé impopolare e molto coinvolgente sul piano umano ancora prima che istituzionale.
Armando Boneff
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