25.06.2010

Abrogazione dei giurati

Intervento di Luca Pagani

Quando si parla di diritto penale, soprattutto in relazione ai reati più gravi, occorre sempre tenere presente che in gioco vi è un bene particolarmente prezioso, quale quello della libertà personale.

Si può affermare che, ridotta ai minimi termini, la pena costituisce la giusta reazione della società nei confronti di chi ha violato le norme di civile convivenza che la società stessa si è data.

Proprio in quest’ottica appare dunque evidente che la presenza di rappresentanti della società, quali sono i cittadini giurati, all’interno del collegio giudicante, costituisce una ricchezza, cui non è possibile rinunciare se non per motivi particolarmente fondati e impellenti.

Ne va della compartecipazione popolare all’amministrazione della giustizia penale, dell’accettazione sociale della sentenza e di una tradizione profondamente radicata nella nostra cultura giuridica.

Non sosterrò quindi la proposta di abrogazione degli assessori giurati, la cui presenza all’interno del collegio giudicante, come evidenziato in modo convincente dalla petizione Bernasconi – Contarini e dal Rapporto di minoranza, non si pone a mio giudizio in contrasto con il diritto federale.

Il fatto che i cittadini giurati abbiano ora la possibilità di esaminare gli atti prima del dibattimento, costituisce semmai una garanzia di qualità del loro contributo nella ricerca della giustizia e non un impedimento al corretto funzionamento del collegio giudicante.

Del resto, già oggi nemmeno i giudici a latere dispongono di un’approfondita conoscenza degli atti prima del dibattimento, rimanendo questa una prerogativa del presidente nell’ambito del sistema del giudice relatore, ampiamente riconosciuto in tutta la Svizzera, Tribunale federale compreso.

Anche la circostanza che il Collegio potrà trovarsi a decidere determinate questioni predibattimentali non osta alla presenza degli assessori giurati, essendo risolvibile a livello organizzativo, in particolare mediante un’anticipata costituzione della Corte.

Riflettiamo bene quindi prima di eliminare un’istituzione fondamentale del nostro ordinamento, fortemente condivisa dalla popolazione.

Luca Pagani
 




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