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29.01.2010
Modifica legge sul GC e sui rapporti con il Cds
Intervento a nome del gruppo PPD
È buona cosa che periodicamente si faccia un po’ di ordine in casa, le famose pulizie di primavera.
Oggi abbiamo l’opportunità di fare un po’ d’ordine nella legge che ci concerne, la legge sul Gran Consiglio.
Una buona legge, frutto di un importante lavoro di qualche anno fa di una speciale commissione presieduta da Fulvio Pezzati.
Gli spunti per una sua parziale revisione arrivano da due iniziative di colleghi di diversi partiti incentrati sui tempi di parola, limiterò quindi il mio intervento all’essenziale.
Ha fatto bene la commissione Costituzione e diritti politici ed il relatore Fabio Bacchetta Cattori a cogliere l’occasione per non limitarsi al contenuto delle iniziative ma è andata oltre elaborando un controprogetto che propone una migliore organizzazione dei dibattiti parlamentari.
Negli ultimi anni le sedute del Gran Consiglio tendono ad allungarsi e regolarmente non si riesce più concludere l’ordine del giorno malgrado l’impegno dei vari presidenti.
Accanto ai messaggi del Consiglio di Stato vi sono sempre più dibattiti su iniziative parlamentari e mozioni che richiedono sempre più tempo, l’odg di oggi ne è un esempio significativo.
In assenza di regole chiare finora l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, la cui funzione sta diventando viepiù importante, ha talvolta cercato di organizzare il dibattito limitando in alcuni casi il tempo di parola. Lo ha fatto purtroppo anche in modo errato proprio in occasione dei dibattiti sui preventivi o sui consuntivi dello Stato, gli unici dibattiti in assoluto da lasciare liberi poiché sono il cuore dell’attività del Gran Consiglio !
Spesso ci lamentiamo che le sessioni di Giugno e Dicembre sono troppo lunghe, le rare sedute del Giovedì sono sempre a rischio quorum.
Colleghe e colleghi sta a noi con un po’ di disciplina evitare ridondanze e ripetizioni, soprattutto su oggetti all’ordine del giorno che non hanno suscitato nessun tipo di problema in commissione.
Ben vengano invece interessanti dibattiti su argomenti dove la discussione potrebbe far cambiare parere agli indecisi.
L’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio avrà il nuovo delicato compito di decidere le forme di deliberazione del dibattito, libero, organizzato, ridotto o addirittura in forma scritta.
Compito di tutti i Gran Consiglieri sarà quello di permettere all’UP una fase di rodaggio limitando le critiche sulle scelte che verranno prese.
In conclusione personalmente avrei preferito eliminare le dichiarazioni di voto come chiesto da Paparelli e sostanzialmente anche da Calastri e Ghisletta.
La commissione propende per lo Status quo, il mio auspicio è che le dichiarazioni di voto siano un’assoluta eccezione e non interventi di chiusura.
Mi auguro che i colleghi che hanno presentato le iniziative e che hanno avuto il merito di lanciare il dibattito possano comunque dichiararsi soddisfatti di questo controprogetto.
Con queste osservazioni porto l’adesione del gruppo PPD al rapporto della commissione speciale
Paolo Beltraminelli
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