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29.01.2010
Immunità parlamentare
Intervento di Monica Duca Widmer
Penso sia più che legittimo chiedesi se ciò che capita attorno a noi ci vede consenzienti.
Ed altrettanto legittimo, anzi addirittura obbligatorio esprimerci se riteniamo che quanto capita non ci vede consenzienti.
Parafrasando un noto fisico direi che
"Il mondo politico è per tanti aspetti quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia di chi dissente ma sta lì a guardare."
È con questo spirito che è nato questo atto parlamentare; in effetti nel nostro Cantone
“Non vi è responsabilità penale e civile del deputato per le espressioni da lui usate durante le deliberazioni del Gran Consiglio, delle sue commissioni e negli atti parlamentari”.
Tre sono i principi sulla quale si basa questa norma:
L’immunità non si limita alla sola responsabilità penale dei deputati, ma si estende anche a quella civile
L’immunità parlamentare è di un solo tipo: assoluta
Non può essere tolta a differenza di quello che capita a livello federale.
3. L’immunità parlamentare è assoluta ma non illimitata.
È concessa solo per le espressioni utilizzate nell’ambito parlamentare in senso stretto, e non al di fuori di esso e non in altri contesti.
Diversi sono però gli abusi: ingiuria e diffamazione, magari anche in modo del tutto gratuito, in aula o nelle commissioni – pur rimenedo fortunatameten poco numerosi - non sono più rarissimi: ritengo quindi necessario reagire e dissentire su questo modo di fare.
Nel 2001 era stata presentata un’iniziativa parlamentare per reprimere questi abusi ed
si proponeva l’introduzione dell’immunità relativa e sanzioni più adeguate per reprimere gli abusi.
Il Gran Consiglio ha però rinunciato a questa obzione e ha preferito inasprire i provvedimenti disciplinari in caso di abuso.
Oggi è il Presidente del Gran Consiglio che deve richiamare all’ordine il deputato che abusa dell’immunità parlamentare.
Se il richiamo non basta, il Presidente gli toglie la parola, oppure stralcia il documento con cui viene commesso l’abuso o cancella eventuali espressioni sconvenienti.
Se il deputato persiste, le sanzioni possono essere l’ammonimento o l’esclusione del deputato per il resto della seduta, con privazione dell’indennità.
È con amarezza che abbiamo potuto notare che queste sanzioni sono chiarmente insufficienti (parola di già presidente del Gran Consiglio…).
L’onore e la reputazione sono beni giuridici sacrosanti contemplati sia dal diritto penale sia da quello civile.
Nell’interesse della massima libertà del dibattito è inaccettabile che - in nome di principi democratici del libero dibattito delle opinioni - si permetta di fare uso deliberato e sconsiderato dell’immunità.
Col senno di poi - purtroppo - il togliere il titolo d’onrevole ai deputati nel 2000 si è mostrato sensato:in alcune circostanze dei parlamentari si sono espressi con esternazioni calunniose, diffamatorie, ingiuriose e ciò senza che vi sia la possibilità di intervenire.
Sarebbe il colmo doversi rivolgere a queste persone chiamandole “onorevoli”.
PECCATO per pochi – tutti e l’immagine stessa delle istituzioni - debbano soffrire.
Col nostro atto parlamentare vogliamo che non si faccia di un erba un fascio e che chi sgarra - perché abusa dell’immunità - venga sanzionato.
Vogliamo poter dimostrare che la maggior parte dei deputati rispetta le regole del gioco democratico e sono solo eccezioni coloro che non lo fanno, anche se poi proprio a chi sgarra viene data di regola più visibilità che a chi rispetta le regole.
Il dibattito delle idee e delle opinioni - devono poter continuare a svilupparsi il più liberamente possibile senza timore alcuno di dover incorrere in sanzioni – ma non possono permettere di essere una scusa ed un’occasione per creare dei privilegi generalizzati.
L’immunità parlamentare deve rimanere una regolamentazione d’eccezione finalizzata a preservare un lavoro politico di qualità e non un privilegio del quale è possibile abusare.
SÎ quindi all’immunità parlamentare limitata all’ipotesi di un’espressione diffamatoria e no all’immunità parlamentare assoluta che riguarda pure i reati di calunnia e di ingiuria.
Ringrazio la commissione ed il relatore collega Alex Pedrazzini, per l’approfondimento del tema e per l‘elaborazione del disegno di legge proposto,che rispecchia quanto richiesto nell’atto parlamentare.
Vi invito quindi calorosamente a voler sostenere il rapporto e respingere gli emendamenti proposti, che rischiano di essere inapplicabili e quindi di farci ripiombare nello status quo.
cari colleghi non restiamo a guardare, siamo noi in primis che dobbiamo reagire perché chi tace acconsente.
Monica Duca Widmer
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