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03.09.2010
NO allo smantellamento dei servizi postali
Il Consiglio di Stato intervenga presso la Direzione de La Posta.
Utili milionari e progetti di chiusura di uffici postali: no allo smantellamento dei servizi postali nei Comuni periferici e nelle Valli. Il Consiglio di Stato intervenga presso la Direzione de La Posta.
Sono recenti le nuove comunicazioni inerenti la chiusura di uffici postali nei Comuni ticinesi, soprattutto in periferia e nelle Valli. Se effettivamente attuati, i progetti di chiusura della dirigenza de La Posta avrebbero ripercussioni estremamente negative, non solo per i Comuni toccati, ma per la vivibilità degli interi comprensori interessati. Si tratta di salvaguardare inoltre importanti posti di lavoro in pericolo a causa di tali progetti.
Il PPD biasima nuovamente la strategia de La Posta e invita ad avere maggiore rispetto e sensibilità nei confronti delle zone interessate. Si tolgono infatti servizi essenziali per la vitalità, l’attrattiva e la sopravvivenza di comprensori che, grazie anche all’aiuto cantonale connesso alle aggregazioni, stanno cercando di ritrovare slancio garantendo il fondamentale sviluppo socio-economico.
Tali progetti sono incomprensibili e non trovano giustificazione alcuna, tanto più se si considera l’aumento del 35% dell’utile del “gigante giallo” attestatosi a 484 milioni nel primo semestre 2010. Non è dunque necessario realizzare risparmi e ristrutturazioni che penalizzano pesantemente la cittadinanza.
Un’azienda di sevizio pubblico quale La Posta non può ignorare le realtà locali piccole e periferiche. Il servizio alla popolazione deve rimanere prioritario rispetto al conseguimento di brillanti risultati economici, quali quelli recentemente annunciati.
Il PPD invita il Consiglio di Stato a prendere contatto con la Direzione e il Consiglio di amministrazione de La Posta, segnatamente con il nostro rappresentante ticinese, per esprimere la totale contrarietà a questi progetti di smantellamento.
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