| |
24.02.2010
Il Gran Consiglio vuole mantenere gli elettori ticinesi sotto tutela
Respinta l'iniziativa di Nadia Ghisolfi per il voto per corrispondenza
Il PPD esprime forte rincrescimento per la bocciatura da parte del Gran Consiglio (42 voti contro 38) dell’iniziativa di Nadia Ghisolfi e cofirmatari, finalizzata a estendere anche alle elezioni il voto per corrispondenza.
Il voto per corrispondenza è ammesso e praticato in tutti i Cantoni svizzeri, ad eccezione del Ticino, che sugli elettori sembra voler mantenere una sorta di tutela.
Secondo il PPD e secondo i giovani deputati del GC che si sono espressi a favore dell’estensione del voto per corrispondenza, l’elettore ticinese è perfettamente in grado di esprimere le proprie preferenze in modo autonomo, libero e indipendente ed è pure in grado di decidere se esprimere il suo voto per posta o recandosi al seggio elettorale.
Sostenere il contrario – come ha fatto oggi in GC l’alleanza radico-socialista, coadiuvata per l’occasione dalla Lega dei ticinesi – è una mancanza di fiducia e di rispetto nei confronti dei cittadini.
Il PPD si ripromette comunque di rilanciare il discorso, nella consapevolezza che occorre adattare quanto prima la procedura di voto ai mutamenti sociali, alla prassi in vigore in tutti i Cantoni svizzeri e alle nuove necessità degli elettori, che non sempre hanno la possibilità o il tempo o più semplicemente la voglia di recarsi al seggio elettorale per esprimere il proprio voto.
Giovanni Jelmini, presidente PPD
|