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14.05.2010
Pagamento ritardato delle prestazioni assistenziali
Aumenta l’indebitamento delle persone già in difficoltà
Premessa
Il Gran Consiglio ha approvato nella seduta del 10 maggio 2006, di stretta misura, una modifica della Legge sull’assistenza sociale che prevede il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali dal mese seguente a quando e stata inoltrata la domanda. Avevo combattuto questa modifica poiché si posticipa il diritto alle prestazioni assistenziali di un mese, unicamente quale misura di risparmio, a chi effettivamente ne ha diritto, ma soprattutto bisogno.
Il diritto ad altre prestazioni sociali, quali le prestazioni complementari o l’anticipo alimenti, è riconosciuto dal mese in cui viene inoltrata la domanda. Non c’è quindi alcuna ragione logica che giustifichi una diversa applicazione nell’ambito delle prestazioni assistenziali.
Il mancato versamento dell’aiuto per un mese non può che aumentare il disagio in cui vivono le persone e le famiglie che devono purtroppo far capo a queste prestazioni. Spesso situazioni di mancanza temporanea di mezzi può anche essere all’origine di una situazione di indebitamento dal quale poi risulta difficile uscirne.
Nell’ottica di un sostegno mirato e giusto a chi si trova veramente in difficoltà, è quindi opportuno ripristinare la disposizione precedente.
Per i motivi esposti propongo la seguente modifica legislativa:
Art. 61: Il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata la domanda.
(invariato)
(invariato)
Gianni Guidicelli
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