28.01.2010

Adeguare le indennità a tutori e curatori

Per riconoscere e incentivare un importante impegno

 È di dominio pubblico che è attualmente allo studio un’importante procedura di riorganizzazione di tutto il settore delle tutele e curatele. Sul tema ci limitiamo pertanto a rimandare alle considerazioni del Consiglio di Stato inserite nella risposta del 29 settembre 2009 all'interrogazione presentata il 5 luglio 2009 dal deputato Eros Mellini dal titolo "Decisioni di affidamento dei figli decretate dalle commissioni tutorie".
Su tale riorganizzazione il Parlamento avrà modo di chinarsi allorquando verranno proposti gli opportuni adeguamenti alla vigente legge sull'organizzazione della procedura in materia di tutele e curatele.
Sappiamo che sono centinaia le persone che si mettono a disposizione per svolgere l'importante, impegnativo e nel contempo delicato mandato di tutore o curatore.
È tuttavia risaputo che il loro numero non è sufficiente, ciò mette in difficoltà le commissioni tutorie regionali (CTR), specialmente allorquando si cercano persone in grado di assumere, con professionalità (al riguardo assume particolare importanza la loro formazione), casi delicati e difficili.
Svariate possono essere le cause per cui molte persone, seppur interessate a mettersi a disposizione del prossimo, non assumono questo genere di mandato (paura di sbagliare, incomprensioni, difficoltà ad interloquire con le Autorità, possibili azioni di risarcimento, procedimenti penali, ecc.). A queste difficoltà si aggiunge il fatto che le indennità fissate dal Regolamento sulle tutele, all’art. 17, non contribuiscono a rendere l’incarico attrattivo.
Gli importi ivi stabiliti sono quelli del 2000 e non sono mai stati oggetto neppure di un adeguamento al rincaro.
Riteniamo che sia giunto il momento di aggiornare in modo equo le indennità previste. Ciò potrebbe indurre coloro che operano già in tale ambito ad assumere eventualmente nuovi mandati rispettivamente nuove persone a mettersi a disposizione per questo indispensabile ruolo che potrebbe anche trasformarsi in un'attività, se non principale, perlomeno accessoria di una certa importanza.
Con la presente mozione chiediamo al Consiglio di Stato di valutare l'opportunità di modificare l'articolo 17 del regolamento sulle tutele del 29 novembre 2000, adeguando - con effetto già per il 2010 - le attuali indennità che vengono concesse ai tutori e  curatori a cui si chiede sempre più maggiore professionalità e adeguata formazione.


Giovanni Jelmini
per il Gruppo PPD
in Gran Consiglio




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