23.06.2010
Nuova commissione della pianificazione sanitaria
Comuni ed esperti di sanità esclusi?
Con una missiva datata 8 giugno 2010 (che alleghiamo), il Consiglio di Stato invita i rappresentanti delle Associazioni Cliniche Private Ticinesi, dell’Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera Italiana, dell’Associazione Romanda e Ticinese direttori case per anziani, dell’Associazione Svizzera Infermiere e Infermieri Sezione Ticino, dell’Ordine dei medici del Canton Ticino, di santésuisse ed dell’Ente ospedaliero cantonale a proporre entro il 5 luglio 2010 due rappresentanti da inserire nella nuova commissione che si occuperà dell’aggiornamento della pianificazione delle case di cura (entrata in vigore il 1° gennaio 2011!), nonché della riforma della pianificazione ospedaliera (entrata in vigore il 1° gennaio 2015).
Se la buona notizia è che il DSS ha – infine, ancorché con grande ritardo – deciso di attivare la commissione che si occuperà della pianificazione ospedaliera (come più volte richiesto da diversi atti parlamentari, tra cui la mozione del 25 giugno 2009 firmata da presidenti e capigruppo di quatto partiti politici ticinesi), quella cattiva è che nel costituendo gremio non figurano né i rappresentanti dei Comuni ticinesi, né gli “esperti super partes, non legati ad interessi sanitari in Ticino” suggeriti dalla citata mozione.
Dei primi, i Comuni, ricordiamo che finanziano nella misura del 20% la riduzione dei premi LAMal e assumono responsabilità importanti nella gestione e nel finanziamento di istituti e servizi nell’ambito della presa a carico delle persone anziane. Secondo il Messaggio 5754 sono infatti una decina le case per anziani sussidiate direttamente dai Comuni. Mentre l’80% dei contributi globali versati alle case anziani, ai Servizi d’assistenza e cura a domicilio (SACD) e ai Servizi d’appoggio (SAPP) sono finanziati dagli enti comunali. Alla luce di questi dati, la decisione di escludere i loro rappresentanti dalla commissione che dovrà analizzare l’aggiornamento della pianificazione delle case di cura è incomprensibile ed iniqua.
In merito ai secondi, esperti super partes, in particolare specialisti in economia sanitaria, ci sembra superfluo ricordare l’utilità del loro apporto nell’analisi della complessità delle imminenti riforme che toccheranno il mondo sanitario ticinese. Un approccio scientifico a partire dai fondamenti dell’economia sanitaria, dai modelli di valutazione della spesa pubblica e della sua incidenza sui premi cassa malati, ci sembra determinante per la definizione dei futuri premi dell’assicurazione malattia e soprattutto per evitare che questi subiscano nuovi aumenti a causa di una massiccia socializzazione della spesa sanitaria cantonale.
Facendo uso delle facoltà previste dall'art. 140 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato formuliamo la seguente interpellanza:
• Sulla base di quali valutazioni il DSS ha deciso di escludere i rappresentanti dei Comuni dalla commissione chiamata ad elaborare la nuova pianificazione ospedaliera e l’aggiornamento della pianificazione delle case di cura?
• A quale momento del processo decisionale verranno coinvolti i Comuni?
• Come mai non s’intende includere nella suddetta commissione anche esperti indipendenti di economia sanitaria, approfittando del fatto che sia l’USI sia la SUPSI ospitano istituti di ricerca che si occupano di economia e gestione sanitaria e sociosanitaria?
Con ossequio.
Carlo Luigi Caimi, Nadia Ghisolfi, Luca Pagani, Yasar Ravi (PPD)
Lettera Consiglio di Stato