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27.11.2009
Licenziamenti alla MIkron e occupazione nel settore industriale
Interpellanza di Gianni Guidicelli
I preannunciati licenziamenti alla Mikron di Agno sollevano evidenti preoccupazioni ed è un primo segnale di come la crisi, dopo un periodo di contenimento grazie all’uso dello strumento dell’orario ridotto, comincia ad incidere concretamente sull’occupazione anche nel settore industriale.
La riduzione di oltre 120 posti di lavoro sarà fonte di acuti disagi per i dipendenti colpiti dalla ristrutturazione. Penalizzerà anche il tessuto industriale cantonale, che vede ridimensionarsi un’azienda prestigiosa attorno alla quale ruota un reticolo significativo di piccole e medie imprese. Il livello tecnologico della Mikron genera inoltre il pericolo di disperdere un prezioso bagaglio di competenze professionali.
A detta di alcuni osservatori i licenziamenti alla Mikron potrebbero essere solo l’inizio di un processo di ridimensionamento del settore industriale legato, direttamente o indirettamente, alla produzione automobilistica.
Chiedo perciò al Consiglio di Stato
• Se e quali provvedimenti intende adottare per attenuare le ricadute di questo licenziamento collettivo;
• Se dispone di un piano da attuare qualora si verifichino ulteriori – e non auspicabili - licenziamenti collettivi che intacchino in misura significativa il settore industriale;
• Se è disponibile a mettere in atto un piano apposito di sostegno al personale licenziato secondo il modello proposto dall’Organizzazione cristiano-sociale ticinese ( collocamento dei dipendenti in lavoro ridotto totale per un determinato periodo, durante il quale organizzazione in loro favore misure volte a favorire il loro reinserimento professionale) e a verificare la sua riedizione anche per altri licenziamenti collettivi dove possa risultare produttivo.
Gianni Guidicelli, granconsigliere PPD
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