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28.01.2010
Harmos: l’occasione per rivalutare la scuola dell’obbligo
Entro il 2015 entrerà in vigore l’armonizzazione intercantonale
L’applicazione del concordato Harmos non deve limitarsi a una pura attuazione delle norme concordatarie, ma deve costituire un’occasione imperdibile per rivedere la nostra scuola dell’obbligo, dandole un impulso positivo.
L’ha sostenuto anche la commissione scolastica del Gran Consiglio sottoscrivendo recentemente il rapporto favorevole alla mozione presentata dal PPD “Harmos: opportunità unica per un cambiamento positivo del nostro sistema scolastico”.
L’adesione a questo accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria, che entrerà in vigore entro la metà del 2015, contribuisce all’avvicinamento dei sistemi scolastici del nostro Paese e pone le basi per adattare i sistemi alle mutate esigenze.
Quest’armonizzazione deve però, da un lato, impedire un appiattimento culturale e, dall’altro, essere uno strumento per valorizzare ulteriormente le quattro culture del nostro Paese.
In Ticino le numerose riforme - sempre puntuali e poco concertate tra i diversi gradi di scuola - hanno portato oggi ad avere un sistema scolastico obbligatorio piuttosto fragile.
È quindi necessario adottare, in tempi brevi, incisive e coraggiose iniziative per ridare quel lustro alla nostra scuola che, risultati dei test Pisa alla mano, oggi non ha più.
Quale primo firmatario della mozione PPD sono quindi soddisfatto che la commissione scolastica abbia recepito positivamente le nostre richieste, in particolare quella dell’istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi dell’implementazione di Harmos con l’obiettivo di rivalutare, rivitalizzare e armonizzare al meglio i contenuti dei programmi scolastici e la loro applicazione, dalla scuola dell’infanzia alla quarta media.
Per essere in grado di valutare concretamente ed efficacemente le ricadute sul piano pedagogico, educativo e sociale che l’applicazione di questo concordato inevitabilmente comporterà, il gruppo di lavoro dovrà necessariamente essere costituito dai rappresentanti di tutte le diverse componenti della scuola pubblica e privata - forse fino ad ora lasciati un po’ in disparte - e degli operatori coinvolti in Harmos. In effetti la progettualità pedagogica e la continuità educativa tra settori vanno cercate nel nostro contesto territoriale, soprattutto in quel terreno fertile che è la comunità educante dell’istituto, sia cantonale, sia comunale.
L’auspicio è che il Parlamento possa quindi accogliere favorevolmente l’appello contenuto nella nostra mozione e nel rapporto della commissione scolastica, che sintetizza pure la preoccupazione e il disagio di tutte le associazioni magistrali e della scuola, di molti operatori scolastici e degli oltre novemila cittadini ticinesi che hanno recentemente sottoscritto l’iniziativa popolare “aiutiamo le scuole comunali”.
Affaire à suivre!
Claudio Franscella
membro della commissione
scolastica del Gran Consiglio
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