27.05.2010
Più trasparenza e collaborazione tra Cantone e Comuni
Una risoluzione in 10 punti trasmessa al Governo
Sindaci e Municipali del Partito Popolare Democratico si sono riuniti lo scorso 20 maggio a Mezzovico. Con il presidente del PPD Giovanni Jelmini e il Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, i membri degli esecutivi comunali hanno discusso di una tematica a loro cara, nella quale sono direttamente coinvolti: i rapporti fra Cantone e Comuni e le modalità per migliorare il dialogo fra i due partner istituzionali.
La discussione - che ha visto molti interventi positivi sottolineando l’importanza di chinarsi su tale problematica - ha messo in luce i seguenti argomenti e conclusioni, che saranno proposti al Consiglio di Stato tramite una risoluzione:
• Per il PPD, Cantone e Comuni devono agire con maggiore collaborazione, avendo la stessa responsabilità, nei confronti del cittadino, di promuovere il bene comune.
• I rapporti devono fondarsi sul partenariato e sul principio della sussidiarietà. Le parti devono cercare di superare inutili forme di conflittualità e competitività, ponendosi al servizio di un progetto comune e solidale di sviluppo del Ticino.
• I Comuni devono rivedere completamente le modalità di dialogo e cooperazione reciproca trasversale. Obiettivo è rafforzare la capacità di fare proposte largamente condivise e fungere da partner del Cantone. Attualmente la CoReTi svolge correttamente il suo ruolo, mentre l’ACUTI è in evidente crisi d’identità.
• Gli amministratori comunali del PPD vedono nell’implementazione dei nuovi strumenti di governance della politica regionale una grande opportunità per creare una nuova dinamica nei rapporti fra Cantone e Comuni. Questo ritenuto che vi sia una convergente volontà di promuovere una politica orientata allo sviluppo del Ticino, nel rispetto del principio di solidarietà fra le comunità.
• Occorre quindi rafforzare e consolidare ulteriormente la positiva esperienza della “piattaforma di dialogo Cantone - Comuni”. In questo ambito il Consiglio di Stato, il Gran Consiglio e l’Amministrazione cantonale devono considerare i Comuni e i quattro nascenti Enti regionali di sviluppo (ERS) quali veri e propri partner, e non quali enti subordinati.
• Sindaci e Municipali PPD si impegnano affinché i quattro Enti regionali di sviluppo diventino l’ambito per l’aggregazione delle aspettative e delle volontà politiche dei Comuni. Una conferenza di delegati dei quattro Enti dovrà rappresentare gli interessi di tutti i Comuni, agglomerati urbani e periferie, nell’ambito della “piattaforma di dialogo Cantone - Comuni”.
• Gli amministratori comunali del PPD chiedono al Consiglio di Stato di fare in modo che tutti i servizi amministrativi che operano con i Comuni, riconoscano a questi ultimi piena legittimità istituzionale e una propria autonomia, nel rispetto delle competenze loro attribuite dalla costituzione e dalle leggi, rafforzando il federalismo proprio della nostra realtà svizzera.
• Il Consiglio di Stato deve operare per rendere meno burocratici i canali di collaborazione fra Cantone e Comuni, rispettivamente le procedure che interessano la gestione del territorio e dei progetti nel territorio. Troppo spesso si constatano tempi lunghi e ostacoli formali, che producono in definitiva importanti ritardi nelle decisioni.
• Gli amministratori comunali PPD chiedono che l’approccio del Governo alle problematiche e allo sviluppo del Ticino sia interdipartimentale con una maggiore coordinazione e collaborazione tra i vari Dipartimenti.
• Il dialogo fra Cantone e Comuni presuppone la completazione del riordino territoriale nei Comuni delle regioni periferiche, rispettivamente la nascita, nel Sopraceneri, di due nuove città più forti e dinamiche (Locarno e Bellinzona), mediante una prima serie di processi aggregativi, così come avvenuto a Lugano e Mendrisio.