23.07.2009
Misure di stabilizzazione e nuova politica regionale
È una vergogna!
Negli scorsi giorni i Comuni (ed i privati che ne avevano fatto richiesta), hanno ricevuto da parte della Divisione dell’economia una lettera in merito ai progetti da loro presentanti nell’ambito delle misure di stabilizzazione della Confederazione (fondo politica regionale). Una comunicazione che, per alcuni, respinge quanto presentato, mentre per altri chiede un complemento d’informazione.
Fin qui tutto bene,..o quasi ! Per quel che concerne le richieste "respinte", la Divisione fornisce una serie di motivazioni comuni a tutti i progetti. Ogni promotore, di fatto, non sa di preciso perché la sua iniziativa è stata respinta! I Comuni hanno diritto di conoscere, nel dettaglio, i motivi per i quali il progetto non rientra nei criteri previsti dalle misure di stabilizzazione! Non è possibile liquidare la questione con una motivazione generale dicendo che il progetto “non rispetta uno o più criteri menzionati” nella lettera. Ma scherziamo? Se si dà una risposta negativa bisognerebbe perlomeno specificare il perché della stessa. E poi, non sarebbe più corretto che vi fosse una decisione formale con tanto di termini di reclamo/ricorso invece di limitarsi ad “una letterina mena via” magari con un conclusivo “buone vacanze a tutti”? a me pare proprio di si e, ne sono certa, non soltanto a me .
Per quel che concerne le richieste di "complemento": la Divisione chiede ai promotori di verificare la completezza del dossier inviato e se esista la possibilità di fare capo ad altri sussidi cantonali. Come è possibile che la Divisione, con l’Ufficio cantonale della promozione e consulenza, che conta sempre più collaboratori e che è stato creato appositamente per diventare lo sportello unico di riferimento per la promozione economica del cantone, non sia in grado di dire ai promotori se ed in che misura altre leggi cantonali possono intervenire a sostegno di un’iniziativa? È normale scaricare questo compito sul promotore stesso, dopo aver tenuto in sospeso i dossier per oltre due mesi? In questo periodo non potevano fare queste verifiche che ora invece scaricano sui promotori? Non si sta menando il can per l’aia? In secondo luogo, non vengono nemmeno specificati quali documenti manchino e quali vadano bene, viene unicamente detto di completare la documentazione e di inviare il tutto entro il 31 agosto. Ma cosa succederà se secondo il promotore l'incarto è completo e secondo la Divisione no, il progetto verrà rifiutato? Possibile che in due mesi non abbiano avuto il tempo di chinarsi sugli incarti e specificare di quali documenti siano carenti ?
Io non posso condividere questo modo di lavorare, anzi, questo modo di non lavorare. Capisco la calura, le tentazioni delle onde di mare o delle frescure di valle ma tutto ha un limite! Per queste ragioni ho preso contatto con i membri del comitato della CoReTi e con le attuali Regioni di montagna, affinché venga presa una posizione chiara a favore di tutti i Comuni e di tutte le Regioni che si sono attivate per presentare dei progetti concreti e realizzabili. Non tutti i progetti meritano un sì, ne sono cosciente, ma tutti meritano una risposta circostanziata : è questione di serietà. Aggiungo – e termino – che il tempo accordato a chi intendeva presentare un progetto è stato di sole due settimane visto che la Divisione, a conoscenza delle misure di stabilizzazione della Confederazione già dal mese di febbraio 2009, ha avuto la “cortesia” di informare i Comuni e le Regioni solo al mese di aprile. Ancora una volta, anche per il modo di lavorare della Divisione in zona Cesarini, c’è ora il rischio che queste iniziative vengano respinte o abbandonate.
Se questo è l’approccio e il metodo che si vuole adottare per sostenere i progetti nell’ambito della nuova politica regionale non v’è veramente di che passare un’estate serena!
Nadia Ghisolfi,
deputata in Gran Consiglio
Generazione Giovani e PPD