22.01.2009
Approvvigionamento elettrico: ha valso la pena aspettare
di Fiorenzo Dadò, deputato PPD in Gran Consiglio
Giovedì 18 dicembre, a due secondi prima della fine dell’anno, la commissione energia è stata convocata in fretta e furia per approvare un decreto urgente sull’approvvigionamento elettrico, poiché mancava la legge in materia, ancora mezza da elaborare e soprattutto da decidere e concordare. In pratica avremmo dovuto sottoporre qualche ora dopo ai colleghi in Parlamento, in forma urgente e con l’invito ad approvare, delle norme che neppure noi avevamo potuto valutare con una minima cognizione di causa. Un approvazione ad occhi bendati, un voto su una scatola chiusa dai contenuti molto delicati, che avrebbe dovuto tappare un vuoto legislativo con il sorgere del nuovo anno. Grazie soprattutto alle valide motivazioni del collega Fabio Regazzi, che si è opposto sin da subito alla fretta del Governo, la commissione ha saggiamente deciso a maggioranza di rimandare la questione di qualche settimana, durante le quali avremmo poi avuto il tempo di valutare la proposta governativa, poi rilevatasi troppo gravosa, pericolosa e assolutamente da modificare.
Settimane preziose, che ci hanno permesso di evitare e correggere un errore che sarebbe stato molto pesante per le industrie, in particolare per quelle che hanno un utilizzo elevato di energia e che si sarebbero viste recapitare improvvisamente bollette milionarie. Un nuovo pesante e pericoloso fardello evitato in extremis e all’ultimo momento, in un periodo non del tutto propizio, dove occorre fare il massimo per preservare posti di lavoro e garantire aiuto all’economia in difficoltà.
In pratica la scelta fatta in commissione ha permesso di elaborare un’intesa pressoché unanime, che preservi per il 2009 i 40 milioni incassati oggi dai comuni con le vecchie privative ma altresì evitare delle inopportune disparità di trattamento per i cittadini. La tassa che verrà riscossa a favore dei comuni sarà uguale per tutti gli utenti, con un dimezzamento scalare in base al consumo. Per i primi 100 megawattora consumati verrà prelevata a tutti una tassa di 2 centesimi il kilowatt, in seguito, fino ad un massimo di 5 gigawattora, 1 centesimo per kilowatt. Oltre questo consumo, non verranno prelevati ulteriori importi. Fino ad oggi questa tassa era di fatto occulta e pochi cittadini se ne rendevano conto poiché mescolata al prezzo della corrente che variava in base ai contratti stipulati dai comuni tramite le privative alle aziende di distribuzione. Con il nuovo decreto che verrà portato in questi giorni in Gran Consiglio, il consumatore potrà vedere finalmente sulla bolletta sia la tassa dell’uso della rete che il reale costo della corrente elettrica. Inoltre il tributo sarà identico in tutto il Cantone, togliendo di fatto quella ingiustificata disparità di trattamento fino ad oggi in vigore e arbitrariamente tollerata. Un doveroso passo innanzi verso quella minima trasparenza che nel settore energetico spesso e volentieri viene a mancare, in particolare in riferimento alla provenienza della corrente e al suo grado di eco sostenibilità.
Il decreto in questione, se approvato dal Gran Consiglio, andrà, per quest’anno, a colmare in modo soddisfacente la lacuna lasciata dalla mancanza di una legge di applicazione, nonché a preservare quel piccolo ma fondamentale importo a favore di comuni periferici in serie difficoltà, che non può essere tolto dall’oggi al domani. Tuttavia non si potrà dormire sugli allori, in quanto le norme di applicazione cantonali della Legge federale sull’approvvigionamento elettrico dovranno essere approvate entro fine anno, e tutti sappiamo che non si tratta di una passeggiata. Le implicazioni, sia per i consumatori, che per i comuni ma anche per il Cantone e l’Azienda Elettrica Ticinese sono enormi e non godono affatto di unità di vedute. È quindi urgente poter avere la proposta governativa almeno entro giugno, in modo che non si arrivi per l’ennesima volta a fine dicembre a dover dibattere in fretta e furia questioni così importanti ma che in tutta franchezza, nella fattispecie, si conoscono e si potevano prevedere già da parecchio tempo.
Fiorenzo Dadò Deputato in Gran Consiglio e membro Commissione energia. Cevio